Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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399
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Contributo alla storia del Senato del Regno 399
mente degno dì ammirazione lo spinto di equità e di carità che lo guida nell'esercizio delle sue attribuzioni. Mentre qui in Piemonte alcuni Ministri degli altari sono assai largamente provveduti di beni di fortuna, non pochi altri languiscono in povertà e difettano perfino dei mezzi necessari a campare stentatamente la vita. Di rado avvenne che si ricorresse presso dell'abate Moreno in favore di qualche ecclesiastico indigente, senza che egli non si movesse a sovvenirlo e ad erogare ad un tal uopo quei piccoli fondi di cui la condizione dell'erario da lui dipendente gli consentiva di disporre. Faccia il cielo che non sappiate mai per prova quanto il dono di alcune lire sia piacevole conforto alla miseria! In casi simili soltanto al suo giusto valore si apprezza il fiore della carità, di quella virtù che arde nel petto del nostro nuovo collega e già da 35 anni lo spingeva ad usare ogni maggiore diligenza pel benessere dei carcerati.
Ma se piuttosto alla lettera che non all'intenzione del paragrafo 17 dell'articolo 33 dello Statuto mirar si volesse, non si potrebbe contestare al sig. Abate Moreno di essere compreso nella categoria del paragrafo 20 del medesimo articolo, poiché già dall'anno 1828 egli illustrò la Patria facendo di pubblica ragione tre volumi in -8 di panegirici ed orazioni sacre dette da lui in diverse occasioni solenni. Accolte con plauso universale quando furono bandite dal pergamo, queste orazioni possono tuttavia per la copia, per la scioltezza e per la fioritura dello stile, per la condotta degli incalzanti argomenti e per la gravità delle sentenze, tenersi come a modelli, di sacra eloquenza.
Un nuovo arringo si apparecchia oggi agli ingegni piemontesi, sorgono nuove palme da cogliersi nei campi del bel dire. Tutti gli studi si collegono insieme con una catena di vicendevole amore. Né v'ha chi dubiti come la splendida eloquenza dei Bossuet e dei Massilon non sia stato stimolo e scuola di quella per cui. in età posteriore fiorirono i Mirabeau e tanti chiarissimi oratori delle francesi assemblee.
Né solo con l'esempio giovò all'incremento delle oneste discipline il Moreno. Che egli è tra i primi autori e favoreggiatori del collegio di Monealieri. con che provvide la gioventù subalpina di letteraria e schiettamente religiosa educazione, da cui, giusta il savio e profondo sentimento dell'illustre senatore che siede al mio fianco [indicando il senatore Aporti) l'umana stirpe dovrà ripetere il morale avanzamento che indarno da altre parti ambiziosamente si cerca... .
Dopo le nomine del biennio 1848-1849 l'Azeglio che resse il governo fino al 1852 non pensò più a far entrare in Senato altre personalità per ineriti eminenti, e si contentò di applicare la eat. 20* in aggiunta a quella del par. 5 (ministri segretari di Stato), nel decreto del 22 marzo 1850 con il quale dispose la nomina del piacentino Pietro Gioia. Cospiratore fin dal 1821 e poi membro del governo provvisorio di Parma nel 1831, il Gioia era stato membro della reggenza parmense nel 1848, deputato alla Camera subalpina, e infine ministro per la grazia e giustizia pure nel 1848 nel gabinetto Casati e della pubblica istruzione nel gabinetto D'Azeglio.
Il Cavour che succedette nel 1852 all'Azeglio e che rivolse tutte le sue energie a rinnovare le strutture del piccolo Stato piemontese e a infondere a tutta la vita del proprio paese uno spirito di maggiore mo-