Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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401
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Contributo alla storia del Senato del Regno 401
piuttosto di chiamare a far parte dell'Alta Assemblea persone meritevoli, per quanto sfornite dei requisiti previsti nelle altre categorie statutarie, e di conferire ad alcune di queste, per ragioni di opportunità politica, un particolare riconoscimento.
Di fronte alle nomine che il Governo era venuto facendo, il Senato, in sede di controllo, ebbe d'altra parte a manifestare una singolare larghezza e indulgenza di criteri, che veniva a superare quella stessa benevola valutazione a cui si era informato il Governo nel disporre le nomine* In qualche caso (come in quello della convalidazione del Mosca) l'iniziativa per l'applicazione della cat. 20a fu senz'altro presa dallo stesso Senato.
Per quanto riguarda le nomine compiute con l'applicazione della cat. 20a in aggiunta alle altre contemplate nell'art. 33 dello Statuto, è assai malagevole determinare il criterio che si volle tener presente. In rapporto a qualcheduna delle nomine che abbiamo passate in rassegna, non può certamente non apparire alquanto discutibile l'applicazione della categoria 20*. Che i contemporanei abbiano potuto ravvisare in alcuno dei nominati i requisiti, richiesti dalla disposizione statutaria facilmente si comprende; ma, a distanza di tempo e senza venir meno al riguardo dovuto a coloro cui fu conferita la distinzione onorifica, stentiamo talora, in ima migliore prospettiva, a individuare i criteri tenuti presenti dal Governo in qualche nomina senatoriale.
Le nomine per la categoria 20a avutesi nel primo periodo della nostra storia costituzionale, ci fanno rendere conto delle riserve che potrebbero essere formulate circa la convenienza della disposizione contenuta nell'art. 33 dello Statuto albertino. Non sarebbe forse azzardato concludere su questo punto col ravvisare nella disposizione statutaria il pericolo di lasciare aperta la via all'arbitrio e ai mutevoli umori dei governi investiti di una così ampia facoltà di scelta, e della stessa assemblea chiamata ad esercitare il controllo.
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In seguito alle annessioni al Regno di Sardegna della Lombardia, dei ducati di Parma e Piacenza e di Modena, del granducato di Toscana, di una parte dello Stato pontificio e quindi del Reame delle Due Sicilie, che preludevano alla solenne proclamazione del Regno d'Italia, il Ministero presieduto dal conte di Cavour provvedeva dal febbraio del 1860 al dicembre del 1861 a immettere nel Senato i rappresentanti delle nuove provincia.
Il piccolo Senato del regno subalpino, che agl'inizi del regime costituzionale contava solamente un centinaio di membri, doveva ora trasformarsi nel più grande Senato del Regno d'Italia, e cioè in un'assemblea che