Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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408
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Luigi Perla
14 febbraio 1831, esule in Toscana e poi detenuto alla Galeotta di Livorno e alla. Cagliostra di Castel S. Angelo, combattente animoso nella rivolta perugina del 1859 di fronte alle soldatesche svizzere e papali; il conte Cristoforo Ferretti anconetano, congiunto di Ho IX, generale nell'esercito sardo nel 1848, comandante militare a Genova nei giorni turbinosi del 1849; il conte Antonio Carradori, recanatese, attivissimo nelle cariche municipali; il conte Domenico Monti di Fermo, anche lui partecipe ai moti liberali, prigioniero per alcuni anni nelle carceri pontificie. A nessuno di questi rappresentanti di Bologna, del ferrarese, delle Homagne, dell'Umbria e delle Marche veniva applicata la categoria ventesima dell'art. 33 dello Statuto albertino.
Le pxovincic dell'ex Granducato di Toscana, piccolo Stato per estensione, ma di antica e raffinata civiltà e di salda struttura sociale, offrivano pure come quelle della Lombardia ampia possibilità di scelta, oltre che nel campo della politica, anche in quello della cultura e degli studi. Le classi sociali tenute presenti per le nomine senatoriali dal Ministero Cavour erano quelle della ricchezza, della politica militante, dell'esercito, della magistratura, e infine della cultura e degli studi.
Il ceto del censo, rappresentato dalla classe nobiliare detentrice del possesso terriero o dalla borghesia abbastanza attiva pur nei limiti di una economia preindustriale ristretta nel campo della speculazione bancaria e mercantile, offriva i nomi del principe fiorentino Ferdinando Strozzi, di stirpe famosa fin dagli aurei tempi dell'antica repubblica, fautore splendido e sollecito di opere di decoro cittadino; del conte, pur esso fiorentino, Guglielmo Cambray Digny, che aveva modestamente partecipato ai moti del 1848 al seguito di Ricasoli e di Capponi e nel 1859 era andato a Torino a sostener l'annessione; del senese Augusto De Gori Fannilini, attivo promotore delle arti e delle industrie nella sua città; del conte senese Scipione Borghese Bichi, bibliografo e cultore intelligente delle memorie storiche cittadine, munifico soccorritore degli asili per l'infanzia, membro nel 1860 della deputazióne che aveva recata al Re il risultato del plebiscito; del fiorentino Emanuele Fenzi, cospicuo esponente della borghesia bancaria e mercantile.
La classe politica militante dava per il Senato i nomi del Capponi, del Bidolfi e del Saivagnoli.
L'ordine militare, ristretto nei limiti assai modesti dei quadri, poteva dare una personalità notevole come quella del nobile senese Carlo Gorra-
*). Tw> altri rappresentanti del ceto nobiliare venivano poco dopo nominali dal Ministero Hottuzzi con decreto del 16 novembre 1862 neuc persone del conte Ugolino Della Gbcrartleaea, del marchese Carlo Torriginni e del marchese Ferdinando Bartolommei. Tutti e tre avevano fatto parte nel 1859 dell'Assemblea nazionale toscana. Il Dulia Ghornrdcsca aveva anche fatto parte della. Deputazione che aveva recalo al Ro il voto dell'Assemblea.-