Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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409
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Contributo alla storia del Senato del Regno 409
dino Chigi, che nel 1825 aveva partecipato con la marina sarda alla spedizione contro il bey di Tripoli, e nel 1848 da maggiore delle truppe toscane in Lombardia, combattendo da valoroso, aveva avuto troncata una mano dal cannone austrìaco, e nel 1859 alla caduta del granduca, era stato elevato a gonfaloniere della sua città.1)
L'ordine giudiziario, che poteva vantare figure di qualche rilievo singolarmente disposte a temperare il tecnicismo giuridico in una larga visione dei rapporti sociali, dava Enrico Poggi, consigliere della Cassazione fiorentina e ministro della Grazia e Giustizia nel governo provvisorio del 1859, e Celso Marzucchi, avvocato, ministro dell'Istruzione nel 1848 col Capponi, e da ultimo Procuratore generale nella Corte suprema di Firenze. 2)
H ceto della cultura e degli studi forniva, infine, i nomi di Silvestro Centofanti, Raffaello Lambruschini, Maurizio Bufalini, Ferdinando Zan-netti, Carlo Matteucci, e Ottaviano Fabrizio Mossotti.
Le personalità maggiori della lista, alle quali veniva applicata la categoria ventesima, erano senza dubbio quelle di Gino Capponi, di Cosimo Ridolfi e di Vincenzo Salvagnoli, che riassumevano, per cosi dire, tutta la essenza e la storia del liberalismo moderato toscano.
L'ingresso al Senato del Capponi e del Ridolfi veniva accolto con favore dai ceti più elevati di Firenze e dell'antico Granducato, sui quali i due patrizi avevano esercitata una ben vasta influenza. Non dispiaceva nemmeno alle classi minori. Nella tranquilla Toscana dell'800 erano ben stretti i rapporti tra il ceto nobiliare e il popolo specie delle campagne dove la nobiltà esercitava le proprie attività agricole con amore e competenza singolari scendendo, nella pratica della mezzeria, a contatto di gomito, nei poderi, con i capoccia contadini e le loro famiglie.
H solo che guardava con. indifferenza alla distinzione onorifica era appunto il Capponi, e non certo per sprezzo e boria nobiliare, che era sentimento ignoto nella Toscana di quei tempi e a quegli uomini, ma per un certo sentimento sottile d'inquietudine che forse s'insinuava nel suo spirito, di vedersi a un tratto, con gli acciacchi della vecchiezza, trasportato in. un mondo nuovo per lui, ora che il sipario calava lentamente sulla To-scanina di un tempo. Per tutti gli anni che il Senato rimase a Torino il marchese neppure doveva recarvisi a prestare il giuramento. Se ne
1} Sul C. vedi G. PIGNOTTT, Carlo Gorradino Chigi. MDCCCXLIII-MCMXLVIU, Locca, 1948.
2) XJ vice presidente della Cassazione Giuseppe Puccioni veniva nominato il 24 ottobre 1861 dal Ministero Ricusali. Il presidente della Corte era il comm. Vincenzo Boni. Eletto per l'Assemblea nazionale, il Boni aveva rinunziato al mandato ndducendo motivi di età e di salute. Per la sua grave età fu escluso dal Senato. Vedi E. POGGI, Memorie storiche, voi. II, Pisa, 1867, p. 263.