Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <411>
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Confricato alla Moria àeX Senato del Regno 411
intendesse o comunque se ne interessasse. Era di certo nella schiera, per l'addietro prevalente, degli autonomisti, amanti della vita tranquilla e facile che si poteva godere nella dolce terra di Toscana; ma gli eventi por­tentosi del 1859 erano venuti a destarlo e ad aprirgli nuovi orizzonti poli­tici. Nel giornale II Romito di Livorno aveva fatta la sua Brava professione di fede unitaria; e quando era entrato ali*Assemblea toscana, l'aveva vinta facilmente per la presidenza sul competitore Larnbruschini rimasto osti­nata-mente attaccato alla tradizione autonomistica. *)
Nell'ambiente pettegolo e mordace della Firenze ancora semigran­ducale non era mancata qualche punzecchiatura al Coppi per la tanto ono­rifica nomina: c'era stato qualcuno che nei crocchi d'amici era andato sparlando di lui come di un sollecitatore di grazie granducali, ora anti­dinastico e unitario arrabbiato . 2)
Le rimanenti cinque illustrazioni della patria , ora che la Toscana era divenuta italiana, erano state trovate nel campo assai fertile della cultura e degli studi.
Nel campo della letteratura e della filosofia vediamo: Silvestro Cento-fanti, già professore nell'Università pisana, passato poi, dopo i moti del 1848, all'ufficio di Sopraintendente delle biblioteche toscane, nominato nel 1860 provveditore e poi rettore dell'Università pisana, e Raffaello Lambruschini, pedagogista e riformatore religioso di larghissima fama, deputato nel 1859 all'Assemblea nazionale e competitore sfortunato del Coppi, come si è visto, per la presidenza.
In quello infine degli studi più propriamente scientifici abbiamo tre celebrati cultori della medicina: Maurizio Bufalini, nato a Cesena in Ro­magna, ma toscano di adozione, professore a Firenze, noto non solo per gli alti, contributi dati alla scienza, ma anche come scrittore di vena puri­stica e cruschevole, membro del Senato toscano del 1848; Francesco Puc-cinotti, urbinate di nascita ma dal 1832 stabilito in Toscana quando il go­verno pontificio lo aveva messo al bando dello Stato, clinico e medico legale, professore a Pisa e a Firenze; Ferdinando Zannetti di Monte S, Sa­vino, professore nell'Istituto superiore di Firenze; e due insigni rappresen­tanti delle scienze fisiche e matematiche: Carlo Matteucci di Forlì e Otta­viano Fabrizio Mossotti, entrambi professori nell'Università pisana.
Di questi rappresentanti del mondo culturale toscano che il Mini­stero Cavour inviava al Senato quali illustrazioni della patria per la cate-
*) Cfr. B. DETJLA. TOIWE, L'evoluzione del sentimento nazionale in Toscana, ecc.* Milano, 1915, p. 305.
2} La frecciata al Coppi è del TASAHium. Vedi il suo Diario 1859-60, pubblicato da A. PANEIÌA, Firenze, 1959, p. 75.