Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <412>
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412 Luigi Perla
goria ventesima, i primi due, Bufalini e Puccinotti, erano rimasti e dove­vano rimanere nel cerchio dei loro studia e delle loro ricerche, alieni dal­l'entrare nell'aspro terreno della politica militante, restii finanche a parte­cipare o assistere alle discussioni misurate e tranquille di un'assemblea quale il Senato, nella quale si disperdevano o giungevano affievoliti gli echi dei clamori di Palazzo Carìgnano o del salone dei Cinquecento. Il Bufalini, convalidato dal Senato il 3 luglio successivo alla nomina non pensava nemmeno di muoversi dalla città dove aveva trascorso buona parte della sua laboriosa vita di studioso per recarsi a Torino a prestar giuramento, ma attendeva che il Senato si trasferisse a Firenze per chie­dere di essere immesso nell'esercizio dell'alta carica conferitagli. H Puc­cinotti, convalidato parimenti dal Senato, non si recava anche lui nella capitale ancora subalpina, e quando il Senato stava sul punto di ripren­dere i suoi lavori nella storica sede di Palazzo Vecchio, si affrettava, nel gennaio dei 1865, a presentare le sue dimissioni da un ufficio che forse doveva parergli gravoso, quando le sventure domestiche avevano battuto alla porta.
Gli altri tre Matteucci, Mossotti, Zannetti avevano in più o meno larga mistura e in campi diversi, portato il concorso dell'opera loro nelle agitazioni e nelle lotte politiche del periodo preunitario.
Matteucci aveva studiato e preso laurea a Bologna. A Parigi e a Lon­dra aveva approfondito i suoi studi. Nel 1840 aveva avuta la cattedra nell'Università pisana. Nel triennio rivoluzionario aveva preso posto uscendo dal cerchio degli studi tra le personalità più in vista della vita pubblica toscana e italiana. Nel 1848 aveva seguito le milizie toscane sui campi lombardi. Nel 1849 era andato a Gaeta per invitare Leopoldo a ritor­nare a Firenze senza interventi stranieri. Nel 1859 nelle missioni a Torino e a Parigi, negli articoli della parigina Revue des deus: mondes , aveva difeso i diritti d'Italia. Entrato nel Senato italiano, doveva subito affer­marsi come uno dei membri più autorevoli e attivi, manifestando doti non comuni di uomo di governo, che dovevano di li a poco designarlo a reggere nel gabinetto Rattazzi il dicastero dell'istruzione e in seguito numerosi enti e istituti nei quali doveva lasciare durevole traccia del suo passaggio.
Mossotti aveva studiato scienze fisiche e matematiche a Pavia. En­trate dopo la laurea all'Osservatorio di Brera, si era messo in rapporto con l'Andryane. Dopo il 1821 per sfuggire al probabile arresto era emi­grato in Inghilterra. Nel 1827 era passato nell'America meridionale e aveva tenuto cattedra a Buenos Aires di calcolo differenziale e di fisica. Tornato nel 1855 in Italia e andata a monte un'offerta del legato pontificio di Bologna per la direzione dell'osservatorio astronomico, era emigrato a Corfù ove aveva avuto la cattedra di matematica superiore. Nel 1841