Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <413>
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Contributo alla stona del Senato del Regno 413
aveva avuto cattedra in Pisa. Nel 1848, nominato senatore, lasciava, alle soglie della vecchiezza, Paula parlamentare, e passava sui campi lom­bardi al comando del battaglione universitario che doveva sostenere l'at­tacco delle milizie austriache. *)
Zannetti non era stato estraneo anche lui alla passione politica. Fin da quando Pio IX aveva benedetta l'Italia e ai primi fremiti che ave­vano increspata Paria della tranquilla Toscana, Zannetti aveva ripresi e intensificati i contatti col marchese Bartolommei, con Mordici, con Pelliz-zari, con Cipriani, con Morelli Adimari, con Costetti, medici come lui alcuni di essi, qualcuno repubblicano. Nel 1848 era stato a Curtatone col servizio di sanità. L'anno appresso, quando il granduca era tornato a Fi­renze coi pennacchi austriaci, il 29 maggio era stato in Santa Croce, con Farinola, Ridolfi, Capponi, Nespoli, Ccmpini, a portar fiori alla lapide dei morti, e aveva allora dovuto curare la gente ferita nel tafferuglio. Aveva di poi persistito a far parte della combriccola di Morelli, Busacca, Corsi, Morandini, Menichetti, Costetti, che si stringeva ancora intorno al marchese. Nel 1859 infine era stato mandato all'Assemblea nazionale. Ora la nomina al Senato italiano lo raggiungeva sulla sessantina, quando era ancora nel vigor delle forze, ma non faceva presa sull'animo suo. La accoglieva con indifferenza come una distinzione onorifica tale da non richiedere alcun impegno da parte di chi, non chiesta, l'aveva ricevuta. Più tardi, allorché il Senato fu trasferito a Firenze, per oltre vent'anni si asteneva di porre piede nell'aula dorata dell'assemblea vitalizia, fino a quando lo accoglieva la morte il 3 di marzo del 1881.s)
Assai più laborioso che non per la Lombardia, i Ducati, le Romagne, l'Umbria, le Marche e la Toscana, doveva riuscire il lavoro preparatorio per i senatori da nominare in rappresentanza delle provincie meridionali.
Per la preparazione dei decreti di nomina il conte di Cavour non poteva certamente avere, al di fuori di qualche personalità di più alto piano o che le vicende politiche avevano condotte oltre i confini del Bearne, diretta esperienza e conoscenza della situazione e delle particolari esigenze locali.
Il conte di Cavour si affidava quindi, per questa faccenda dei senatori, cui doveva pure attendere in mezzo a tanti più gravi problemi politici, al luogotenente marchese di Montezemolo, per quanto riguardava le pro­vincie siciliane.
1) Sul comando del Mossotti nel battaglione universitario toscano, vedi E. MICHEL, Maestri e scolari dell1 Università di Pisa negli avvenimenti del 184, in Bollettino storico pisano, anno 1948, pp. 9-1Ì
2) Cfir. per lo Zannetti, M. TAB AURINI. Vite e ricordi di italiani illustri. Firenze, 1884. Sulla parte avuta dallo Z. nel circolo del marchese Bartolommei, vedi M. GIOLI, Il ritwl-ai mento toscano e Vazione popolare, Firenze, 1905, pp. 13, 56, 63, 78.
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