Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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414
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414 Luigi Perla
Il lavoro del luogotenente per queste nomine di senatori si presentava assai complesso. Attraverso queste nomine col miraggio di un posto onorìfico alla Camera Alta, si trattava di legare al nuovo Stato unitario e alle sue fortune, la vecchia classe feudale della Sicilia. Non mancavano certamente nell'aristocrazia siciliana figure preminenti, quali quelle di Ruggero Settimo dei principi di Fitalia e del conte Michele Amari e del marchese di Torrearsa e così via, che già avevano volta la mente ai nuovi orizzonti politici e si erano accostati alla nuova classe borghese che avanzava con baldanza nel movimento liberale; ma occorreva ancora inserire nella vita unitaria gli esponenti di quella classe aristocratica che fin allora era rimasta, a differenza che nella Lombardia o nel vecchio Piemonte, piuttosto nell'ombra scettici o perplessi alcuni, timorosi o diffidenti altri restii talora ad accogliere gli onori che venivano offerti dal nuovo padrone, come il principe del Gattopardo fatto rivivere recentemente in pagine potenti da uno squisito e sconosciuto scrittore, ultimo rappresentante di una vecchia stirpe feudale.
Gli nomini di Montezemolo, gli Chevalley di Monterzuolo, che avevano corsa la Sicilia da Palermo a Messina, da Catania a Girgenti, alla ricerca di qualche nome illustre per antichità, per il prestìgio personale di chi lo portava, per i meriti scientifici, per l'attitudine dignitosa e liberale, anche, avuta durante i recenti avvenimenti riuscivano a mettere insieme una decina di nomi di uomini senatoriabili: quanto di meglio poteva forse raccogliersi nella classe feudale.
H marchese di Montezemolo, con lettera del 13 gennaio 1861 indicava come senatoriabili senza, a quanto pare, menzionare la categoria nella quale avrebbero potuto essere collocati tredici personalità isolane, quasi tutte appartenenti al ceto nobiliare. *'
La lista del luogotenente se se ne tolgano i nomi di ben vasta risonanza di Ruggero Settimo e del prof. Michele Amari è tutta una sequela di principi, marchesi, conti e baroni, dei quali sarebbe ben difficile poter dire con precisione se e quale parte avessero effettivamente avuta nel movimento liberale pre-unitario: Ruggero Settimo, principe di S. Elia, conte Michele Amari, conte di Sommatino dei principi di Butera, barone Bruca di Catania, marchese S. Giuliano di Catania, marchese Litterio De Gregorio di Messina, principe di Torre Mozza, principe di S. Giuseppe, sig. Mauro Mati negoziante di Messina, principe di S. Cataldo, conte Michele Amari di Sant'Adriano, comm. Scovazzo.
1 ) La lista dei senatori inviata dal Montezemolo è pubblicata nei Cariaggi di Cavour, La liberazione del Mezzogiorno, voi. IV, Bologna, 1954, pp. 235-237.