Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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417
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Contributo aita stona del Senato del Regno 417
che aveva saputo tener alto il nome della sua isola nel campo della politica non meno che in quello degli studi, entrassero in Senato per la categoria ventesima, senza menzione di altri titoli che venivano tutti a cadere di fronte ai servizi e meriti eminenti con i quali i due patrioti avevano illustrata la patria siciliana e italiana.
H Settimo, fin dal maggio dell'anno precedente subito dopo la liberazione di Palermo, aveva ricevuto dal conte di Cavour l'invito a trasferirsi in Sicilia per sorreggere con l'autorevole consiglio gli uomini che avrebbero avuto il difficile incarico di dare alla Sicilia l'ordine e la tranquillità. Ma il patriota siciliano, ormai nel declino degli armi, non aveva potuto aderire alle premure che gli erano state fatte, e doveva rimanersene nell'esilio di Malta, rinunziando pure a prestare il giuramento a cui era tenuto per la carica senatoriale. *) Ciò nonostante il Senato, riunendosi per la prima volta con la rappresentanza di tutte le nuove regioni che erano venute a costituire il Regno d'Italia, rinnovava l'omaggio al venerando patriota chiamato dal governo alla presidenza dell'assemblea2'
li* A mari, da parte sua, non accoglieva con soverchio entusiasmo l'onore che gli era stato conferito. Ancora nel pieno vigore degli anni avrebbe certo preferito entrare alla Camera per un'azione politica più attiva e: impegnativa, e in questo senso aveva, subito dopo l'annunzio della nomina e forse con l'intento di rinunziare alla carica, scritto al Cavour. Ma questi non aveva voluto sentire ragioni e aveva insistito affinchè lo studioso siciliano non privasse il Senato del suo contributo fattivo. Mi parve e mi pare tuttora che il nostro Senato non risponderebbe pienamente al suo ufficio di racchiudere nel suo seno le maggiori illustrazioni italiane, se Ella non ne facesse parte. Per questa ragione io non saprei consigliarla a preferire l'ufficio di deputato a quello di senatore. Nel vero concetto degli ordini costituzionali il Senato rappresenta sopratutto l'aristocrazia generale dell'ingegno; ond'è che nell'opera di riorganizzare il regno italiano, il Senato avrà una parte non meno importante di quella che spetta alla Camera dei deputati.3)
*) Il mancato trasferimento in Sicilia dette luogo a malevoli insinuazioni regionalistiche che attribuivano l'inerzia del vecchio patriota alle sue particolari vedute politiche. Queste voci tuttavia sembrano trovare smentita nella lettera del 3 novembre nella quale il S. assicurava il suo ritorno in Sicilia non appena le suo condizioni di salute glielo avessero consentito. Ved. C. CAVOUR, Lettere edite e inedite, a cura di L. CUIALA, Torino 1885, voi. IV, p. 66 e F. GUARDIONE, I Mille, Palermo, 1913, pp. 249-50.
2) rjal punto di vista della regolarità giuridica non si riesce a spiegare come abbia potuto essere mantenuto alla Presidenza un senatore che, non avendo prestato giuramento, non era nell'esercizio delle sue funzioni. Il Settimo conservò la carica di presidente per oltre due anni fino alla morte avvenuta il 2 maggio 1863, ma non potette recarsi al Senato per prestare giuramento e per prendere possesso della carica presidenziale*
*) Vedi A. D'ANCONA, Carteggi di Michele Amari, voi. II, Torino, 1896, p. 152*