Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <418>
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Luigi Perla
Arresosi alle insistenze del grande amico ed entrato in Senato, l'A­mari non tardava ad avvertire la scarsa efficienza della camera vita­lizia sul piano di una politica moderata e conservatrice, e veniva ma­turando .Videa che quel corpo avesse necessità di una profonda trasfor­mazione. Vent'anni più tardi scriveva esplicitamente a un suo amico tedesco: Il Senato nominato dal re, ossia dai ministri, non regge all'urto delle fazioni che signoreggiano l'altra Camera. Poiché in Italia esso non può avere la robusta radice della Camera dei Pari, convien dargliene un'al­tra che somigli all'elezione, tanto più nel nuovo ordine nel quale i deputati vengono su da un suffragio molto esteso . *>
Col principe di Fìtalia era entrato nel Senato italiano il più alto espo­nente dell'idea liberale siciliana non meno che del ceto nobiliare che man­teneva tuttora nell'isola il suo antico prestigio ed era disposto a difen­dersi da nuovi ceti che premevano alle porte. Col professore Michele Amari vi era entrata la figura forse più notevole della classe politica e del mondo culturale disposta ad accostarsi alle idee nuove avanzanti. Con lui (come pure con il marchese di Torrearsa, che veniva anche nominato Fanno suc­cessivo) il Senato italiano accoglieva nel suo seno i rappresentanti più cospicui degli antichi indipendentisti siciliani che più decisamente erano venuti staccandosi dalle angustie e dalle grettezze municipalistiche assai lente a morire, disposti ad accogliere in una visuale nuova i problemi del­l'isola. 2>
A particolari difficoltà doveva andare incontro il lavoro preparatorio per le nomine senatoriali nelle provincie continentali del Regno.
Le provincie napoletane facevano parte di una compagine statale formata e consolidata attraverso un lento processo nei secoli. Queste pro­vincie del meridione presentavano una struttura organica delle varie classi sociali e, pur nell'ambito dell'unità di governo, una notevole varietà ter­ritoriale che occorreva tener presenti nelle nomine per il Senato. Parti­colari situazioni ed esigenze locali, rivalità personali, ambizioni e contrasti di sapore municipalistico concorrevano a rendere difficile e delicata la scelta delle personalità da inviare alla Camera vitalizia.
La società napoletana si articolava, in quel tempo, nel ceto borghese formatosi a stento particolarmente nell'ambito dell'attività forense; in quello della cultura e degli studi umanistici e scientifici, in buona parte
U La lettera dell'Amari è diretta a Ottone Hurtwing. Vedi Carteggi, eil., voi. II, p. 253.
2) Cfr. F. Di STEFANO, Storia della Sicilia, eie, p. 393. Il Torrearsa fu nominato per le categorie 2* (presidente della Camera dei deputati) e 5* (ministri segretari di stato). Nel 1870 successe al Gasati nella presidenza del Senato. Tenne questa carica fino al 20 settembre 1874. Mori il 13 gennaio 1889.