Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <421>
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Contributo alla storia del Senato del Regno 421
equitazione e al tempo stesso impegnato in tutte le cospirazioni antibor­boniche; il marchese Enrico Gagliardi di Monteleone Calabro (ora Vibo Valentia); il marchese Rodolfo D'Afflitto di Ariano di Puglia (ora Irpino), uomo inquieto e intrigante dalla condotta non sempre limpida, che in quei giorni aveva posta la sua candidatura per le elezioni della Camera nel col­legio di Bovino;x) il conte Domenico Genoino di Lanciano, già Pari del Regno nel 1848, sindaco di Lanciano nel 1849, promotore in quel tempo di un indirizzo al sovrano per il mantenimento della costituzione.
Per la classe dei patrioti e degli uomini di azione si avevano i nomi del marchese Luigi Dragonetti. dell'Aquila, del marchese Ottavio Tupputi di Bisceglie (Bari), del marchese Girolamo Sagarriga di Bari, di Giuseppe Capone di Altavilla di Arpaise (Benevento), di Pier Silvestro Leopardi di Amatrice (Rieti) e del professore Francesco Trincherà di Ostuni (Lecce).
Per la cultura e le scienze: i professori Ernesto Capocci di Picinisco (Caserta), Annibale De Gasparis di Bagnara (L'Aquila), Arcangelo Scac­chi di Gravina in Puglia (Bari), Francesco Prudente di Cetara (Salerno) e Michele Tenore di Napoli, tutti docenti nell'ateneo napoletano.
Infine per l'esercito e la magistratura: il generale Roberto De Saùget di Monteleone Calabro (ora Vibo Valentia); i magistrati Vincenzo Niutta di Caulonia (Reggio Calabria), Giuseppe Ferrigni di Napoli, Giuseppe Nardelli di San Vito Chietino, Vincenzo De Monte di Napoli, Giuseppe Vacca di Napoli.
Giunte a Torino le liste, il Ministero Cavour metteva da parte il Leo­pardi, 2) ritenuto un vanitoso maldestro, e il Trincherà,8) che aveva poco innanzi soggiornato per qualche tempo a Torino a lavorarvi per il murat-tismo ed era considerato come un giornalista di terzo o quart'ordine, e
J) U D'Afflitto risultò eletto deputato, ma rinunziò al mandato per accettare la nomina a senatore. La sera del 6 settembre 1860, subito dopo la partenza di Fran­cesco H da Napoli, il D'Afflitto era stato incaricato dal Comitato dell'Ordine, insieme con Pisanelli e Devincenzi, del governo provvisorio della città, in attesa dell'imminente arrivo del dittatore. Qualche anno dopo, secondo quanto ebbe a riferire il borbonico Pietro Ulloa, il marchese pugliese si sarebbe messo in contatto con elementi borbonici che svolgevano a Napoli azione antiunitaria. Vedi P. C. UttOA, Un Re in esilio, ecc., con introduzione e note di G. DORI*., Bari, 1928, p. 155.
2) A far escludere il Leopardi dovette essere soprattutto il miniatro Minghettì, del quale è il giudizio riferito nel testo (Gfr. Carteggi Cavour* cit., voi. IV, p. 242). Più tardi però, 1*8 ottobre 1865, il L. ottenne la nomina dal Ministero La Ma nuora. Per il L. vedi anche 6. PALADINO, op. ci'.., e II governo napoletano e la lega italiana nel marzo e neWaprìle 1848 in Rassegna storica del Risorgimento, 1917, e II governo napoletano e la guerra del 1848, in Nuova rivista storica, 1919-20.
3J Anche il Trincherà era stato preso di mira dal Minghettì, del quale è il giudizio riferito nel tetto. Cfr. Lettera Minghettì a Nigra in Carteggi Cavour, cit., voi. IV, p. 242.