Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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424
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424 Luigi Perla
l'amicizia col De Sanctìs e destinato pia tardi a maggioro notorietà per avere, dopo la catastrofe di Lissa, sostenuta l'accusa nel processo Persane Entreranno parimenti in Senato altri due rimasti quasi estranei alla lotta politica, chiusi nel cerchio dei loro studi, Bernardino Giannuzzi Savelli, nominato nel 1881 e Antonio Nunziante nominato nel 1890.
Il Vacca, che insieme col Ferrigni, col Nardelli e col De Monte, entrava nel 1861 alla Camera vitalizia, era forse tra i colleghi provenienti dalle file della magistratura napoletana, la quale vantava tradizioni nobilissime collegato alla figura preminente del Nicolini, la mente più colta avuta da quell'ordine uno dei meno legati alle forme particolari della cultura giuridica meridionale. Vissuto qualche tempo lontano dal suo paese in ambienti tanto diversi da quello napoletano era certamente (insieme con altri giurisperiti esuli dal Regno, quali, a esempio, il Pisanelli e il Mancini di assai maggior levatura) il Vacca era certamente tra i più disposti a uscire dal circolo chiuso degli ordinamenti napoletani che gli autonomisti magnificavano per quanto di meglio avesse saputo esprimere la sapienza giuridica, e tra i più inclini ai nuovi orientamenti dell'opera legislativa. Più tardi, chiamato a reggere il dicastero della Giustizia nel gabinetto La Marmora, il Vacca doveva dare vigoroso impulso alle riforme da tempo allo studio, e legare il suo nome alla promulgazione del codice civile, di quello di commercio e di quello di procedura civile, che venivano ad attuare, insieme con leggi minori, la unificazione legislativa del nuovo Stato italiano.*)
Venendo ora alla categoria ventesima, che trovava pure larga applicazione nelle nomine disposte col decreto del 20 gennaio, non è facile a prima vista determinare i criteri ai quali si era attenuto il governo nella sua applicazione. Crediamo tuttavia di poter dire che attraverso questa applicazione veniva a manifestarsi l'intendimento del governo di Torino di prendere in particolare considerazione tre gruppi distinti, e cioè quello dei cosiddetti autonomisti napoletani, quello degli aristocratici liberali a tendenza accentuatamente moderata e conservatrice, la cui voce avrebbe potuto meglio intonarsi nel concerto dell'aula del palazzo Madama torinese, quello degli uomini di cultura e di scienza non direttamente impegnati nella lotta politica.
Il gruppo degli autonomisti meridionali, che raccoglieva nelle sue file il Cenni, il Savarese, il Persico e, almeno per certi riguardi il Manna e
9 Vedi per il Vacca alcuni riferbucati in G. PALADINO, op. f., pp. 121 e 226, e M. MAZZIOTTI, op. eh., pp. 312 e 415. Il V., che morì passo il 6 agosto 1876, lasciò inedite le sue ricordanze di prigionia, che furono quindi pubblicate col titolo Le mie prigioni, J840-1850. Bicordi e impressioni) Napoli, 1911.