Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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426 Luigi Perla
sposi! a uscire dall'ambiente dei loro studi di alta speculazione o di allettante pratica forense, nella quale alla fine riponevano ogni loro ambizione, per discendere nel campo della politica attiva e particolarmente in quello della politica parlamentare. Per stare nei parlamenti sarebbero occorse doti di cui si sentivano sforniti, di duttilità e di adattamento. Altri, come il Savarese, erano per questi e per altri motivi da escludere. Non restavano quindi che i nomi del Manna e del Dragonetti. Questi, più di ogni altro, sembrava possedere quelle doti, di cui altri mancavano, di sapersi adattare alle contingenze del momento, senza peraltro cedere nulla del suo pensiero più intimo e riposto. Per i suoi precedenti di uomo ben adusato ad affrontare i rischi della lotta politica e a pagare, quando fosse occorso, di persona, il Dragonetti sembrava per allora il più adatto a entrare alla Camera vitalizia e a far sentire la sua voce nell'assemblea parlamentare. Lasciato quindi momentaneamente Jda parte il nome del Manna,X) la determinazione del Ministero ai fini dell'attribuzione della categoria 20a, si fermava su quello del Dragonetti, uno dei primi nel 1860 a mettersi a contatto col conte di Cavour per intrattenerlo sui problemi da affrontare e da risolvere nel Mezzogiorno, interprete del pensiero degli autonomisti meridionali. 2)
Il Dragonetti deputato al parlamento napoletano del 1820, tratto in arresto nel 1827 e successivamente coinvolto in accuse di cospirazione mazziniana nel 1833, coinvolto ancora nel processo per l'insurrezione aquilana del 1841, partecipe al movimento riformistico romano nel 1847, deputato e ministro degli esteri a Napoli nel 1848 e promotore della lega e dell'intervento, esule quindi in Malta, in Francia, in Inghilterra, nel Belgio e in Firenze era considerato nell'ambiente napoletano e anche fuori come uomo che racchiudesse nel suo animo vivaci spiriti di italianità e fosse più di ogni altro disposto per i larghi contatti avuti con le più varie correnti di pensiero, a uscire dal chiuso del particolarismo regionale, a gettar l'occhio su orizzonti più vasti a comprendere le esigenze dei tempi nuovi e della vita della nazione costituita in unità e in regime parlamen-
l) Il Manna che del resto fin dall'agosto del 1860, quando era stato incaricato dall'ultimo dei Borboni di una missione a Torino nell'estremo tentativo di salvare il Reame, era venato a contatto con Cavour e con i piemontesi - fu successivamente nominato senatore il 16 novembre 1862. Alla fine del 1863 entrò a far parte, come ministro dell'agricoltura, del Ministero Farini-Minghetti.
*) Prima di recarsi a Torino per prendere possesso dell'ufficio dì senatore il D. inviava al Cavour una lunga lettera nella anale ritornava sulle questioni relative allo assetto delle provinole meridionali. La lettera è pubblicata in Corteggi Cavour-, cu., voi. IV, pp. 402-408.