Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <428>
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Luigi Pèrla
Figure assai minori quelle del secondo e del terzo.
Il Capone era stato membro nel 1860 del governo provvisorio in provincia di Avellino. Per quanto non ascritto all'alta aristocrazia del Regno, meritava pure, per la sua moderazione di seguire nella lista il marchese Tupputi.
H Sagarriga apparteneva a una delle più. notabili e illustri fa­miglie pugliesi. Un suo antenato si era trasferito nel mezzogiorno d'Italia dalla Catalogna nel '500 al seguito di Consalvo di Cordova. *) Nel 184-8 Bari lo aveva inviato deputato al parlamento napoletano. Nel decennio era rimasto nell'ombra. Ma nel 1860 e nel 1861 il nome dei Sagarriga era ancora tornato a risuonare, quando uno di loro, all'arrivo di Garibaldi sul continente, era stato messo a capo del municipio barese,a) e il marchese Girolamo era stato chiamato al Senato del Regno nel novero delle grandi illustrazioni della patria. I baresi del 1861 dovevano certamente salutare la sua nomina e con tanta alta e distinta motivazione, quale titolo particolare di onore per la loro città.
Lasciamo la politica e veniamo alla scienza.
Per questa la distinzione onorifica era riservata al De Gasparo, al Prudente, allo Scacchi e al Tenore* IL De Gasparis, della specola di Capo-dimonte e professore all'Università, competeva per il primato nella scienza degli astri con il Capocci. Lo Scacchi, professore anche lui all'Università era stimato uno dei migliori mineralisti del tempo. Il Prudente teneva cattedra di clinica medica nell'ateneo napoletano ed eccelleva nella città che pure poteva vantare per la medicina cultori numerosi e di alto valore. H Tenore, docente all'Università e prefetto del Reale Orto botanico, era senza contrasto ritenuto tuia celebrità non solo napoletana ma italiana, e il suo nome non era certamente ignorato dagli uomini di scienza dell'Eu­ropa. L'altro astronomo che entrava al Senato, doveva starsene nella sola categoria degli accademici, alla quale, come si è visto, era stato asse­gnato.
Con le nomine del 1861 erano entrate alla Camera vitalizia per le Pro­vincie napoletane, quali illustrazioni della patria per servizi e meriti emi­nenti, personalità, per quanto almeno riguarda la politica, di non eccezio­nale rilievo.
La parte più viva del liberalismo meridionale non guardava al Senato con soverchio interesse. Qualchcduno di quelli che non sentivano di essere
') Cfr. V. SPHETI, Enciclopedia storico-nobiliare, voi. VI, Milano, 1932, p. 34. *) Vedi 6. JAIA, Due sindaci di Bari nel 186, uno dì Garibaldi e uno del Re, in Gas-tetta del Mezzogiorno, 27 gennaio 1961.