Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <429>
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Contributo alla storia del Senato del Regno 429
attratti alle battaglie e alle competizioni vivaci e ardenti della politica attiva, non poteva, per l'età non matura, aspirare al Senato; qualcheduno per il suo colore politico si trovava nella stessa condizione. Gli altri, ed erano i più, raffinati nel decennio nell'esperienza e nella educazione poli­tica, aspiravano piuttosto a rimanere sul piano della politica militante e desideravano, più. che altro, di entrare alla Camera dove la lotta sarebbe stata più fervida e impegnativa. Poerio, Imbriani,*) Spaventa, Pironti, Nisco, Mancini, Castromediano, Albini, 2> libertini, Musolino, De Sanctis, Bonghi, erano tutti discesi sul terreno della competizione elettorale ed erano stati mandati alla Camera. Anche il buon Settembrini aveva ricevuto nel 5 Collegio della sua Napoli il mandato, ma la Camera doveva di lì a poco, dopo un'appassionata discussione, dichiarare annullata l'elezione per l'impiego che il patriota teneva e che lo rendeva incompatibile con l'ufficio di deputato. Solo dopo molti anni, nell'età ormai declinante, il Settembrini poteva entrare al Senato, quando ebbe a ricordarsi di lui un ministro dell'ultimo ministero di destra, che gli era stato compagno nelle galere borboniche.
Concludendo il nostro rapido esame delle nomine per il Senato di­sposte nel biennio 1860-1861, resta a ricordare che il Ministero Cavour, nel disporre quelle relative ai territori degli ex Stati, che venivano a costi­tuire il regno italiano, non dimenticava le vecchie provincie dello Stato sardo che concludeva in quegli anni la sua vita. E anche per queste nomine per le antiche provincie subalpine, genovesi e sarde, il Ministero riteneva opportuno includerne una in cui fosse applicata la categoria ventesima. La scelta cadeva sul nome del generale Federico Menabrea, che aveva titolo per il Senato anche per le categorie terza degli ex deputati, quattordicesima degli ufficiali generali e diciottesima degli accademici. Nato a Chambery il 14 settembre 1809 il Menabrea aveva militato nella sua gioventù nel partito democratico e aveva data la sua collaborazione a La Concordia del Valerio. Dopo il 1849, forse impressionato e scoraggiato dalle catastrofi e dagli eccessi di quell'anno, si era venuto accostando al partito retrogrado e clericale, e ne era divenuto uno dei capi più autore­voli. Più tardi era venuto ad annacquare la tinta dell'ultra conservatore.
J) Eletto nei collegi di Afrugala, Avellino e Montesorchio fu poco dopo escluso dalla Camera per eccedenza nel numero dei professori. Fa quindi nominato senatore il 24 maggio 1863.
2) Eletto deputato nel collegi di Lsgonegro e di Melfi, la sua elezione venne annul­lata per le sue funzioni nella Segreteria di Stato a Napoli, che lo rendevano incompati­bile con quelle di deputato. Nessuno in seguito si ricordò più di lui per il Senato. La Lu­cania non ebbe certamente un trattamento di favore nelle nomine al Senato.
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