Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <430>
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Luigi Perla
Il nome del Menabrea che entrava al Senato, oltre che per la categoria ventesima, anche por la terza e la diciottesima (la quattordicesima veniva, forse per dimenticanza, omessa nel decreto di nomina) era destinato a una più. vasta risonanza, quando il vecchio generale, sostenuto dal sovrano e dal partito di corte, fu chiamato nel 1867 a presiedere il governo e dovette affrontare nei suoi tre ministeri le più gravi difficoltà finanziarie e l'acuta crisi morale e sociale che scuoteva il paese nella gracile struttura dello Stato unitario.
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Dopo il periodo di formazione e di costituzione del Regno d'Italia il ritmo delle nomine per la categoria ventesima venne di nuovo a rallen­tarsi: si ritornò in rapporto all'applicazione della categoria alla pratica seguita nel decennio 18481859, e cioè di applicarla con estrema parsimonia e solamente in qualche caso d'eccezione. Un uso alquanto più largo se ne fece solamente alla fine della guerra del 1866 quando vennero aggregate al Regno d'Italia le provincie del Veneto, e nel 1870 quando venne a far parte di esso il Lazio con Roma.
Dal 1862 al 1865 le illustrazioni della patria furono: il chimico cala­brese Raffaele Piria, professore nell'ateneo pisano e poi in quello tori­nese, segretario della luogotenenza e ministro della pubblica istruzione a Napoli nel 1860; il deputato Luigi Amedeo Melegari, ardente mazziniano nella sua gioventù, passato poi al liberalismo moderato, professore di diritto costituzionale nella Università torinese; il naturalista Paolo Savi, professore di zoologia e anatomia comparata nell'ateneo pisano; il patriota milanese Gaetano De Castillia, condannato nei processi lombardi e depor­tato in America e, nel 1848, fautore della fusione della Lombardia con il Piemonte; il marchese Camillo Fontanella deputato nel 1859 all'Assemblea nazionale modenese, presentatore della dichiarazione di decadenza della dinastia estense e patrocinatore a Parigi e a Londra dell'annessione del ducato al Piemonte; Giuseppe Scarabei li, deputato nel 1859 all'Assemblea nazionale di Romagna; l'avvocato Tito Gacace, principe dei commercialisti nel foro napoletano; il chirurgo Carlo Burci, professore nell'ateneo pisano e nell'Istituto Superiore di Firenze; l'archeologo Giuseppe Fioretti, diret­tore degli scavi di Pompei; il conte Leonetto Cipriano, combattente nel 1848 in Lombardia, commissario straordinario a Livorno tumultuante nello stesso anno, governatore delle Romagne nel 1859.
Alla fine del 1866, conclusa la guerra contro l'Austria e annessi al Regno i nuovi territori del Veneto, vennero chiamati alla Camera vitalizia con l'applicazione della categoria ventesima: Prospero Antonini, governa-