Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <434>
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**4 Luigi Perla
La distinzione della categorìa ventesima fu concessa al Marini, al Piacentini, al Rosa e al Maggiorarli, Le nomine dei primi tee vennero con­validate senza opposizione dal Senato. Al Maggiorarli, invece, la Commis­sione per la verifica dei titoli non volle riconoscere la categoria ventesima, e lo propose per la convalida per l'altro titolo del censo pure indicato nel decreto di nomina.
Il Luogotenente La Marmora aveva pensato che nelle nomine sena­toriali avessero potuto essere inclusi (e quasi certamente per la categoria ventesima almeno per uno dei proposti), il gesuita e astronomo Padre Secchi e un monsignore cosi il La Marmora scriveva al Lanza che sta qui ai Cappuccini, che si chiama Quecker di Trento . Ma della nomina di Padre Secchi e di questo monsignore di cui il La Marmora storpiava stranamente il nome non Be ne fece nulla, perchè i personaggi indicati, anche se avessero personalmente gradita la nomina, ben diffìcilmente avrebbero potuto accettarla in un momento in cui il dissidio tra lo Stato e la Chiesa raggiungeva la punta più alta.x)
Dei diciotto membri della Giunta di Governo costituita dal gen. Ca­dorna e presieduta dal duca di Sermoneta, alcuni entrarono, allora o in seguito, alla Camera vitalizia. Essi furono: Baldassarre Odescalchi, Ignazio Boncompagni, Guido di Carpegna, Francesco Paravicini, già da noi ricordato, Francesco Sforza Cesarmi. Qualcuno, come Augusto Castellani, fu dimenticato. Molti anni dopo un diligente e appassionato raccoglitore di memorie storiche e brillante scrittore, deplorava tali dimenticanze, e scriveva: Augusto Castellani, che tanto onorò l'arte dell'orafo, e rese se­gnalati servizi alla causa liberale, non ha ancora trovato un ministero sem­plicemente di coscienza, che lo mandi in Senato, e vi mandi con lui quel­l'illustre Cugnoni, onore della cultura italiana.2)
Dopo il 1870 il Ministero Lanza propose al Senato per la categoria ventesima (decreto 15 novembre 1871) il chirurgo Luigi Porta, docente nell'Università di Pavia,3) e il chimico Stanislao Cannizzaro, già deputato
1) Carte Lanza* cit., voi. VI, p. 249 e B. RIZZI, La proposta a Senatore del Regno di un arcivescovo trentino all'indomani di Porta Pia, in Rassegna storica del Risorgimento, anno XLVUI (1961), pp. 486 seggi
2) Cfir. R. DE CESARE, Roma e Ut Stato del Papa, ecc., Roma, 1907, voi. ET, p. 473. Non dimenticati, ma volontariamente messi do parte furono gli esponenti del partito dei puri. Tra onesti ricorderemo l'ex triumviro del 1849 Mattia Montecchi.
s) H Porta era in legami di amicizia eoi Lanza fin da tempi lontani. Nel 1835 il Lanza, studente di medicina a Pavia, ebbe inavvertitamente a pungerai all'indice di una mano durante un'autopsia. In quell'occasione il Porta lo curò amorevolmente. Nel disporre la nomina del chirurgo pavese il vecchio statista piemontese dovette probabile mente ricordarsi dell'antico episodio della sua giovinezza. Ci'r. E. TAVAXLINI, La vita e i tempi di Giovanni Lanza, voi. I, Torino, 1887, pp. 14-16.