Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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435
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Contributo àUa storia del Senato del Regno 435
al parlamento siciliano nel 1848 e professore nell'Università romana. li Senato però volle riconoscere quale illustrazione della patria esclusivamente il chirurgo pavese, e convalidò il chimico palermitano unicamente per la categoria diciottesima, quale membro di accademia, che era stata pure indicata nel decreto di nomina.
Il successivo Ministero Minghetti, con decreto del 6 novembre 1873 dispose la nomina, sempre per la categoria ventesima, del patriota e letterato Luigi Settembrini, nobilissima figura di italiano che aveva per lunghi anni languito nelle galere borboniche,') e del poeta Aleardo Aleardi, epigono del romanticismo decadente, collaboratore di Manin a Venezia nel 1848, prigioniero nel 1852 nel tetro castello di Mantova, prigioniero ancora nel 1859, deputato dopo Villafranca al primo parlamento italiano.
Nel 1874, nelT infornata del 15 novembre, che portò al Senato i superstiti della vecchia guardia risorgimentale, quali un Carlo Bon-compagni, un Leopoldo Galeotti, un Carlo Berti Pichat, un Diomede Marvasi, il Ministero Minghetti comprese infine il nome del massimo musicista italiano del secolo che ormai volgeva al tramonto: Giuseppe Verdi.
Nel 1876, pochi giorni prima di lasciare il potere nelle mani della sinistra, il Ministero Minghetti, nelF infornata del 28 febbraio, che pur comprese qualche vecchio patriota quali il pugliese Lacaita e il toscano Malenchini, incluse il nome del medico livornese Fedele Fedeli, professore nell'ateneo pisano e direttore sanitario delle Terme di Montecatini, quale illustrazione della patria ; ma la Commissione senatoria di convalida, che anche questa volta ebbe a compiere un attento esame dei titoli, non volle riconoscere la categoria ventesima al clinico livornese, proponendo al Senato consenziente che il Fedeli fosse ammesso esclusivamente per il titolo del censo, che pure era stato indicato nel decreto di nomina.
Dal 1876 al 1879 ì Ministeri Depretis disposero infine le nomine, per la categoria ventesima, del grande penalista Francesco Carrara, del poeta
J) Il Settembrini, dopo essere stato escluso dalla Camera nel 1861 per l'annullamento della elezione, sì ora nuovamente presentato candidato nel 186S nel Collegio Avvocata di Napoli. Questa volta però la sorte delle urne non gli era stata favorevole. Entrato in Senato le condizioni della sua salii te non gli permisero di essere assiduo alle sedute. In quella del 2 giugno 1874 pronunziò un discorso nel quale alla buona, come soleva, espose le sue idee In materia di imposte e di economie da apportare nel Bilancio dello Stato. Il discorso è stato ristampato nel secondo volume degli Scritti di letteratura, politica e arte, a cura di F. FIOBENTIKO, 3* odia., Napoli, 1895, pp. 395 e segg.