Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
anno
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1962
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pagina
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437
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Contributo alla storia del Senato del Regno 437
Non cade dubbio alcuno all'età, avendo il sommo Giuseppe Verdi
tredici anni or sono appartenuto (piale deputato all'ottava legislatura.
Per le quali considerazioni e giudizio e per carico avuto dai colleghi
Commissari, ho l'onore e il compiacimento di proporre all'accettazione
Vostra il comm. Giuseppe Verdi a Senatore del Regno . *)
Le nomine di Verdi e degli altri senatori innanzi ricordati, disposte negli anni immediatamente successivi al 1870 segnarono la fine di un periodo della storia italiana. Con l'occupazione di Roma era stata condotta a termine la unificazione della Nazione, alla quale mancavano solamente le terre del Trentino e della Venezia Giulia, lasciate ancora dalla guerra del 1866 sotto la dominazione degli Asburgo. Nel periodo che ora si chiudeva la dignità senatoriale era stata attribuita ai due massimi esponenti dell'arte: al Manzoni per le lettere, al Verdi per la musica; erano stati anche chiamati a far parte della Camera vitalizia quasi tutti gli uomini che avevano dedicata la loro vita alle cospirazioni, alle armi e alla lotta politica nella formazione dello Stato unitario.
Veniamo agli ultimi periodi postrisorgimentali della storia del Senato che vanno dal 1879 agli inizi della guerra mondiale e dalla fine della guerra al crollo del fascismo
Nel periodo che ora si iniziava si faceva ìnangii la nuova generazione alla quale si presentava il compito di portare il nuovo Stato unitario a un più. alto livello in ogni campo di attività: nella struttura dei congegni amministrativi e giudiziari, nello sviluppo della difesa militare, nel progresso della vita economica, non meno che nel nuovo ordinamento della scuola e nell'avanzamento della cultura e degli studi, che dovevano essere portati allo stesso livello scientifico raggiunto dai più progrediti paesi europei. A portare alla Camera vitalizia i rappresentanti più notevoli che venivano emergendo in ogni campo di attività sembrò che potessero bastare le usuali categorìe statutarie. Anche per l'alta cultura scientifica e letteraria parve che non dovesse sorgere il bisogno o l'opportunità di ricorrere alla categoria ventesima. Gli uomini più rappresentativi nel campo delle scienze e delle lettere potevano agevolmente essere chiamati alla Camera vitalizia in base alle categorie degli accademici, o dei membri del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione o magari del censo.
i) Sulle vicende parlamentari del Verdi, che fu anche deputato nella Vili legislatura per il collegio di Borgo San Donnino, vedi A. Luzio, // pensiero artistico e politico di Giuseppe Verdi ecc., in Profili biografici e bozzetti critici, Milano, 1906, pp. 427-428; L. iAJfKÀTTONi, Giuseppe Verdi senatore, in L'Urbe, anno XIV (1951); G. BOMBIUNI GRILLI, Giuseppe Verdi in Parlamento, in Montecitorio, 1951.