Rassegna storica del Risorgimento
PARLAMENTI
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1962
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Luigi Perla
Giovanni Verga, certamente su proposta del Croce che in quel gabinetto teneva il ministero della pubblica istruzione: doveroso e forse tardivo riconoscimento a uno dei maggiori delle nuove correnti che avevano rinnovata la narrativa italiana nel perìodo postrisorgimentale.
A proposito di questa nomina del Verga può forse interessare sapere che una prima proposta di concedere allo scrittore eatanese il laticlavio era stata già fatta nel 1914 nel Consiglio dei Ministri al tempo del Gabinetto Salandra, dal ministro degli esteri marchese Di San Giuliano, anche ini, come il Verga, catanese. Ma poiché il grande scrittore siciliano non aveva altro titolo da far valere né l'accademia, né il censo e tanto meno il consiglio superiore il Salandra non ne volle assolutamente sapere, poco persuaso com'era, della convenienza di applicare al romanziere il paragrafo venti. Sembra che nel Consiglio la discussione fosse venuta accalorandosi e che il Salandra l'avesse troncata bruscamente con le parole: Via, non apriamo questa valvola . L'espressione usata dal Salandra ci fa ritenere che la sua resistenza alla nomina del Verga quale illustrazione della patria , fosse dovuta, più che a riserve sul valore dello scrittore, al timore che con la nomina di questo fosse aperta la strada alle ambizioni dei mediocri e alle facili condiscendenze dei governi. *)
La nomina disposta dal Giolitti fu l'ultima dei governi liberali per la categoria ventesima.
Il Gabinetto successivo presieduto dal Bonomi si limitò a nominare un solo senatore scelto tra i diplomatici nella persona del marchese Della Torretta che in quel ministero aveva avuto il portafoglio degli esteri. Il Gabinetto Facta, che dispose due infornate IMI giugno e il 16 ottobre 1922 la quale ultima comprendeva i nomi del grecista Puntoni, dello storico Pais e del venerando filologo Rajna, ormai settantacinquenne, che raggiungeva alla Camera vitalizia un coetaneo D'Ovidio già compresovi da circa vent'anni, e un Compaxetti che vi stava fin dall'ormai lontano 1891 non pensava di fare alcun uso della categoria ventesima.
Il 30 ottobre il governo dello Stato passò nelle mani dei fascisti. La violenta conquista del potere da parte del fascismo, che fin dall'inizio dimostrò l'intento di costituirsi in regime e di presentare la nuova classe politica come unica salvatrice delle sorti del Paese, offriva pure la possibilità di una larga e arbitraria applicazione della categoria ventesima nelle nomine al Senato dei gerarchi del regime e delle figure preminenti
l) Cfr. N. CAPPELLANI, Vita di Giovanni Verga, Ireneo, 1940, pp. 414 e segg.