Rassegna storica del Risorgimento

PARLAMENTI
anno <1962>   pagina <443>
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Contributo alla storia del Senato del Regno 443
con piacere per il piacere ohe ne avrebbe provato. Senonchè quando si venne alla convalidazione delle nomine, una telefonata mi chiamò a Roma, avvertendomi che quella del Di Giacomo era in pericolo; e io eorsi colà, presi la parola nel Comitato segreto, adoperando a suo sostegno i migliori argomenti che mi si offris­sero, e riuscii a ridurre la maggioranza dei voti contrari a sei o sette se mal non ricordo, rispetto a quelli favorevoli, laddove per un altro candidato in pericolo, un noto letterato e giornalista, la differenza fu di dieci volte tanto; ma insomma, il Di Giacomo non fu convalidato. Gli si dovè far credere che la colpa era stata di me, inabile difensore, quando la colpa, se colpa ci fu, era stata degli altri sena­tori napoletani, dei quali qualcuno avrebbe potato aggiungersi alla difesa e dire, nel caso, la volgarità che la mia bocca si rifiutava di pronunziare: che il Di Già* corno era gloria di Napoli e che farli uno sgarbo era fargli una offesa a tutta la città il che avrebbe fatto vincere la partita.1)
Mentre per il Di Giacomo, che era stato nominato per la sola categoria ventesima, non si riuscì ad avere la convalidazione, per l'Oietti. invece si ebbe la sola esclusione della detta categoria e la convalidazione per l'altra del censo.
In seguito a tali deliberazioni del Senato, il Di Giacomo venne poco dopo chiamato a far parte dell'Accademia d'Italia. L'Oietti, invece, si affrettò a rinunziare con nobile gesto alla nomina, indirizzando al presi­dente del Senato una lettera nella quale tra l'altro diceva: Delle ragioni della mia rinuncia devo pur dire all'Eccellenza Vostra la pia grave. Dalla categoria 20a insieme a me è rimasto escluso Salvatore Di Giacomo, ma purtroppo egli non ha il modesto censo sufficiente per essere ammesso nella categoria 21a. Da questo confronto con quel poeta purissimo, io scrittore sarei sempre addolorato e umiliato . 2)
Nei successivi nove anni dal settembre del 1924 al febbraio del 1934 entrarono al Senato a più. riprese ben 187 nuovi senatori: a quattro di questi venne attribuita la categoria ventesima, e cioè al filosofo Bernar­dino Varisco (decreto 22 dicembre 1928), che sul terreno politico aveva manifestata decisa inclinazione alle dottrine nazionalistiche, al dalmata Natale Krekich (decreto 9 dicembre 1933) e ai fiumani Icilio Bacci (de­creto 23 gennaio 1934) e Riccardo Gigante (decreto 24 febbraio 1934).
Nel 1939 le nomine senatoriali assunsero un ritmo vertiginoso: in quel solo anno si ebbero ben tredici infornate di senatori con ben cent osessan timo nomine*
J) Vedi B. CROCE, Nuove pagine sparse, Napoli, 19.49, pp. 18-19. 2) Cfr. / senatori del Regno ciL, voi. II, p. 583.