Rassegna storica del Risorgimento

SCROFANI SAVERIO
anno <1962>   pagina <448>
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Roberto Zapperi
di maniera ha resistito con sorprendente tenacia all'usura del tempo, e ancora oggi viene riproposto, eoa diverse sfumature, ma immutato nella sostanza, in opere recenti e recentissime.
La persistenza di una tradizione biogràfica tanto convenzionale impone in via preliminare un attento riesame, atto ad accertarne la genesi e a saggiarne la validità storica.
La prima notizia biografica, assai breve, apparve a Parigi nel 1819, ' ' quan­do Scrofani risiedeva ancora a Napoli, e sembra ricalcata dal tradizionale diche del buon letterato-patriota italiano la cui caratteristica parabola tra Sette e Ottocento viene ripercorsa in tutte le sue più tipiche fasi: ardente parti­giano della Rivoluzione francese nell'opuscolo Tutti han torto del 1791, espo­nente: di primo piano della rivoluzione napoletana del 1799 e in conseguenza esule in Francia, quindi ammiratore di Napoleone e suo fervido apologeta nel­l'opera La guerre des troìs mois del 1806, apprezzato autore dei Viaggio in Gre­cia, membro dell' [nstit ut, e poi, trasferitosi a Napoli, chef de bureau al mi­nistero di Polizia sotto il Murat, impegnato infine dopo la Restaurazione in un lavoro puramente tecnico: la compilazione della statistica del Regno delle Due Sicilie.
Questo schema biografico corrisponde, tuttavia, solo in parte alla realtà documentata dei fatti: Scrofani esaltò certo Napoleone 2> e ne ottenne, fra l'altro, anche la nomina a socio corrispondente deìVInstitut,3) fu a Napoli sotto il Murat, e se non proprio chef de bureau , fu sicuramente di casa al mini­stero di Polizia. 4) Non fu, però, un apologista della Rivoluzione nel suo
J) Cfr. Biographie dea hommes vivanis, oit histoire par ordre alphabétique de la vie publique de lous les hommes qui se soni fait remarquer par leurs actions ou leurs écrits, voi- V, Paris, 1819, pp. 343-344 (sub voce: Scrofani Francois-Xavier).
2) Tra i suoi scritti di apologetica napoleonica il più acceso è indubbiamente La guer­ra dei tre mesi, Parigi, 1806 (ma anche nella traduzione francese dovuta al vecchio amico di Scrofani, Jean-Frangois-Dominique de Bremond, e stampata a Parigi nello stesso 1806). L'opuscolo e l'altra opera De le guerre servili in Sicilia sotto i Romani libri due, Parigi, 1806 (e nel 1807 anche nella traduzione francese di J. Naudet), che Botto il pesante rive­stimento classicista nascondeva il proposito polemico verso l'occupazione inglese della Sicilia, fruttarono a Scrofani un bel po' di quattrini. II governo del Regno d'Italia, ad esempio, ne acquistò per ordine del viceré cinquecento copie, versando a Scrofani il 4 ot­tobre 1806 la discreta sommetta di 1250 franchi (cfr. i relativi documenti in Archivio di Stato di Milano, da ora A.S.M., Carte Aldini, cari. 61; Studi P. M., cart. 319. Colgo l'oc­casione per ringraziare il dr. Nicola Raponi e il prof. Alfio Rosario Natale che mi sono stati sempre larghissimi di aiuti nelle ricerche presso il suddetto archivio).
"1 II 14 settembre 1804 fu nominato sodo corrispondente della classe di storia e di letteratura antica (cfr. LE GOMTE J>E FitiVNQUEVU/MS, Le premier siede de V Instimi de Frante, voi. II, Paris, 1896, p. 159).
*) Lo stato attuale delle ricerche non mi consente di precisare per ora se Scrofani, che sì trasferì a Napoli nella primavera del 1809, vi abbia occupato una carica nel ministero di Polizia. Dalle sue lettere al vecchio amico Tito Manzi, allora chef do division au mi­nistèro de la police a Napoli* risulta in ogni caso che era attivo collaboratore (non so in che veste) del D'Aure* in quel momento ministra di polizia. Scrofani scriveva infatti al Manzi il 4 luglio 1810 da Villa San Giovanni: ho scritto a S. E. Da are, né ho lasciato