Rassegna storica del Risorgimento
SCROFANI SAVERIO
anno
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1962
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pagina
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449
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Saverio Scrofani e i suoi biografi 449
Tutti han torto, opuscolo, per quanto di ispirazione moderata, sostanzialmente controrivoluzionario,3 ) e tanto meno prese grand part alla rivoluzione napoletana del 1799. Tra il marzo e l'aprile, Scrofani, che da Roma aveva seguito comodamente lo svolgersi degli avvenimenti napoletani, si recò in effetti a Napoli, ma solo per cercarvi una buona sistemazione nell'amministrazione repubblicana e sempre con la vivissima preoccupazione di compromettersi il meno possibile sul piano politico. In ogni caso riparti da Napoli assai presto, tra la fine di aprile e i primi di maggio* quando constatò che il clima napoletano non poteva giovargli in alcun modo. Certo in questi mési Scrofani espresse opinioni politiche di orientamento democratico e unitario, ma, a quanto mi risulta, solo in lettere private e sempre come semplice osservatore. Fino a che punto poi queste posizioni fossero dettate da cause contingenti piuttosto che da un serio e meditato convincimento politico è cosa ancora da chiarire. Resta assodato, comunque, che Scrofani non ebbe alcuna parte negli avvenimenti napoletani del 1799,2) e questo mal si accorda con lo schema biografico del buon patriota.
Che fosse lo Scrofani stesso a suggerire questo schema, partecipando alla redazione della voce, si può escludere considerando l'estrema povertà e incertezza delle notizie, ma soprattutto il loro contenuto: il nostro non era uomo, da millantare benemerenze rivoluzionarie nel 1819, cioè in piena Restaurazione stando a Napoli e con un comodo posto per giunta nell'amministrazione statale borbonica.3'
Ben altro atteggiamento aveva tenuto, però* Scrofani venti anni prima a Parigi, quando vi arrivò al seguito di Paolo Greppi, confuso nel flusso emigratorio dei patrioti italiani cacciati in Francia dalle vittorie degli AustroRussi,
di scrivergli 5 lettere da che son partito; gliene avrei anzi scritte di più se non avessi ternato d'annoiarlo. Io vado a Reggio ove sarò stasera con una commissione di S. M. Spero adempirla il meglio che mi permetteranno i miei pochi lumi, le circostanze e l'esperienza, e spero che S. M. sarà contenta dell'opera mia: ti dico anzi di più che metto una specie d'orgoglio in rispondere alla buona opinione che l'ottimo nostro ministro ha di me, e alle raccomandazioni che di me degnò .Fare a S. M., del resto l'esito lo proverà (la lettera si conserva nella Biblioteca Labronica F. D. Guerrazzi di Livorno, Raccolta Bastogi, autografi, cass. 53, ins. 791).
') Per il carattere sostanzialmente controrivoluzionario dell'opuscolo cfr. la bibliografia cit. alle note 4-7 di p. 447.
*} Per tatto ciò cfr. B. ZAPPERI, Sei lettere di Saverio Scrofani stigli avvenimenti italiani del 1798-99, in Archivio della società romana di storia patria, voi. LXXXU (1959), pp. 1-15 dell'estratto.
3) Assai significativo in questo senso quanto Scrofani scriveva il 2 marzo 1817 da* Napoli all'amico Antonio Aldini: Io sto mediocremente bene co* miei settantanni (sic) compiuti nello scorso novembre: ho qui l'impiego di Dcrcttor Generale del Censo, passo tutto U giorno al mio dovere, e pochi momenti in compagnia affatto diversa dalle mie giornaliere occupazioni, lo che mi diverte, e quasi direi rimonta l'orologio, o la machina, pel giorno appresso* Sembra che S. M. e il governo sia contento del mio servire, ed è tatto quello che io desideravo (questa lettera all'Aldini si conserva con altre nella Biblioteca Civica di Torino, Fondo Constilo, Autografi. Ringrazio il dr. Gianfranco TorecUan che cor-msemente me l'ha trascritta insieme alle altre della stessa biblioteca e della Biblioteca Reale).