Rassegna storica del Risorgimento

SCROFANI SAVERIO
anno <1962>   pagina <452>
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Roberto Zapperi
nazione, e rei pubblicato nella Biographie nouvelle des contemporains. U De Augelis di cui parla Scrofaui è il noto uomo politico e letterato Pietro De Angelis, un murattÌ8ta esule a Parigi, che si occupava in quegli anni di biografie di il­lustri Italiani, collaborando attivamente alla Biographie nouvelle des contem­porains e alla Biographie universellp ancienne et moderne. '*
A quel che pare, il De Angelis non dovette spendere troppa fatica nel rie* laborare l'articolo biografico inviato da Scrofani. Certo non fece ricerche di­rette e personali, dato che il contenuto e il tono della voce, con le sue caratte­ristiche reticenze e accentuazioni, rinviano insistentemente a mia sola possi­bile fonte, sempre cioè allo stesso Scrofani. E, d'altra parte, se pure il De An­gelis, che forse era stato in un passato non troppo lontano amico personale di Scrofani,a) si fosse imbattuto in una delle tante zone grigie della biografia del nostro valentuomo, dati i suoi fini di glorificazione nazionale,3) ne avrebbe con tutta probabilità taciuto, oppure più onestamente avrebbe escluso Scrofani dal novero degli illustri Italiani su cui richiamare l'attenzione degli stranieri.
!) Sull'attività letteraria del De Angelis a Parigi fondamentale il contributo di A. SACCHETTI SASSETTI, Pietro De Angelis a Parigi, in Per le nozze Manzoni-Ansidei, Perugia, 1913, pp. 17-26, ma cfr. anche B. CROCE, Voci di esuli . Andrea e Pietro De Angelis, in Una famiglia di patrioti ed altri saggi storici e critici, Bari, 1919, pp. 107 ss.; I. WEISS, Voci d'esuli dal Rio della Piata, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XL1 (1954), p. 636 (per la ricca bibliografia sudamericana sul De Angelis cfr. R. MOSCATI, Gli Archivi di Buenos Aires, la storia italiana e un excursus su Pietro De Angelis, in Rasse­gna storica del Risorgimento, a. XLVI (1957), pp. 118-122). 11 Sacchetti Sassetti, il Croce e il Weiss scambiano la Biographie nouvelle des contemporains con. la Biographie universelle etportative des contemporains, la quale ultima si cominciò a pubblicare nel 1830, quando il De Angelis, già da quattro anni in Sud America, non avrebbe potuto mandare all'amico Angelo Maria Ricci l'estratto della voce a lui relativa, che in effetti gli inviò accompagnan­dola con una lettera da Parigi in data del 1 febbraio 18 25 (vedila in A. SACCHETTI SASSETTI, op. cit., p. 21). In realtà la voce del Ricci fu pubblicata nella Biographie nouvelle des con­temporains, voi. XVII, Paris, 1824, pp. 425-426), che nel suo Supplément general (voi. XX, Paris, 1825, p. 332) alla voce De Augelis Pietro assicura: il est un de nos collabo-rateata, et il travaille en méme temps pour la Biographie universelle, où il a remplacé Gingueué;... . La Biographie universelle coi si accenna qui è la ben nota Biographie universelle ancienne et moderne del Michaud, nella quale numerose voci portano la sigla de] De Angelis (hi sigla A. 6. S. è presente dal volume XXXVili, Paris, 1824, della pri­ma edizione), che non compare mai nella Biographie universelle et portatine des contempo­rains.
*" possibile che i due si fossero conosciuti negli ambienti letterari e cortigiani della Napoli nmratttana, dove il De Angelis era ben noto, anche come precettore dei figli del Marat (cfr. su questo punto I. WEISS, Ufo diplomatico napoletano contro la Santa Al­leanza, in Nuova Antologia, a. LXXXVII (1952). n. 1814, pp. 171-174). Certo è comunque che Scrofani conosceva bene il fratello di Pietro, Andrea De Angelis, anch'cgli esponente inurattinuo e letterato (cfr. su li lu i B. CUOCE, Voci di esuli . Andrea e Pietro De Angelis, in Una famiglia di patrioti ecc., cit., pp. 101 ss.), come risalta da unalettera che Scrofani gli indirizzò da Palermo U 27 aprile 1832 (vedila nella Biblioteca Civica di Bnssano del Grappa, Mas., VII. B. 14, n. 1188). In questalettera Scrofani si rivolge al De Angeli* come a vecchio amico, scrivendo: le ho detto quanto bramava, dopo, se non sbaglio, 20 anni che non ci siam pia veduti .
s) Lo scopo di questo lavoro e di rilevare o di far meglio conoscerò i nostri titoli sili stranieri, die, quando non ci disprezzano, ci compatiscono. Così scriveva al Ricci il ifebbraio 1825 (cfr. A. SACCHETTI SASSETTI, 0p> cit., p. 21).