Rassegna storica del Risorgimento

SCROFANI SAVERIO
anno <1962>   pagina <459>
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Saverio Scrofani e i suoi biografi 459
quello di economista e riformatore, di brillante letterato, di onesto e operoso figlio della cultura illuministica, aperto poi alle istanze liberali del secolo XIX. E in fondo questo bisogno, ohe l'accompagnò per buona parte della vita, di lasciare un buon ricordo di sé era il segno più evidente di una coscienza moral­mente e intellettualmente inquieta, che non riusci mai a sottrarsi del tutto alle tentazioni di un ideale di vita nobilmente operosa in una ben regolata società. Per conservare e tramandare un'immagine di sé vagheggiata per tanti anni Scrofani era anche disposto a correre qualche rischio, seppure con le dovute cautele. *)
Nella biografia del 1825, che pure risente più di ogni altra delle preoccupa­zioni politiche del momento, egli ricordò, tra i libri decisivi nella sua forma­zione culturale, la celebre Hisloire philosophique et politique des éiablissements et du commerce des Européens dans les deux Indes del Raynal, cioè uno dei prin­cipali veicoli per la diffusione della cultura iUuministica in Europa e in America, e certo uno dei libri più perseguitati dai governi assoluti del secolo XVIII. Nella biografia del 1830 sentì il bisogno di dichiarare che, pur non avendo parteci­pato ai moti napoletani del 182021, ne aveva, tuttavia, condiviso l'ispirazione liberale, non da politico s'intende, ma da onesto studioso e buon cittadino in­teressato al bonheur des peuplcs e alla stabilite du tròne . Nel 1831, infine, ristampando a Palermo il Viaggio in Grecia non mancò di sottolineare di avere auspicato già nel lontano 1798 la rinascita della Grecia moderna: una profezia, non c'è bisogno di dirlo, di schietto sapore liberale. 2)
A sostegno di tutta la sua costruzione autobiografica Scrofani adduceva il successo dei suoi scritti più fortunati e politicamente meno impegnati, l'am­piezza dei riconoscimenti accademici e ufficiali, la testimonianza sempre pre­sente degli amici, scelti accuratamente fra i più illustri nelle lettere e nelle arti.
A tali argomenti non mancava certo forza di persuasione: l'eccessiva in­sistenza stilla modération et la doucer de ses principes , sul disdegno <c d'ac-quérix de la fortune par des nioyens qui auraient pu compromettre ses prin­cipes nascondeva tuttavia macchie ben più gravi del semplice opportuni­smo politico.
Ma i posteri come hanno reagito davanti a una tradizione Biografica così sapientemente costruita?
!) Va tenuto nel debito conto il fatto che la morte del fratello, il barone Francesco Scrofani, alto funzionario dell'amministrazione siciliana, dovette assicurare al nostro Saverio una certa sicurezza economica. Il fratello gli lasciò in eredità oltre al titolo baro­nale una parte dei suoi beni, come si può desumere da questo passo di una lettera indiriz­zata a Scrofani da Urbano Lamprediil 20 maggio 1824 da Mariomont par Binch (Belgio): spero che l'accomodamento co* tuoi nipoti per riguardo all'eredità del tuo stimabile fratello defunto abbia già avuto luogo. Io ne ho conosciuto uno do' tuoi nipoti, 11 quale mi parve un buon giovane; sarà forse quello col quale il fratello lasciotti erede (cfr. Lettere di Urbano Lamprcdi e di Pietro Giordani a Saverio Scrofani, in .Rivista delle biblio­teche e degli archivi, a. XX (1909), pp. 174-175).
2) La prefazione degli editori, dovuta sicuramente a Scrofani, avverte: dopo tutto ciò che abbiamo riferito del Viaggio in Grecia del sig. Scrofani, non altro aggiungeremo noi, se non quella specie di profezia da luì. fatta, sono già 33 anni, sul destino della Grecia moderna , e segue il pasHO relativo tratto dalla Risianone su lo stato attuale dall'agricoltura e del commercio della Moma.,., Firenze, 1798, pp. 89-90, e riprodotto con qualche modi­fica (cfr. Viaggio in Grecia, Palermo, 1831, voi. I, pp. 7-9).