Rassegna storica del Risorgimento

SCROFANI SAVERIO
anno <1962>   pagina <460>
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460 Roberto Zapperi
II 7 marzo 1835 il baione Saverio Scrofani, vicepresidente del R. Istituto d'incoraggiamento d'agricoltura arti e manifatture, direttore generale della statistica e censimento di Sicilia, membro della commissione di pubblica istru­zione ed educazione di Sicilia, socio dell'Institut de Franco e di varie altre acca­demie italiane, chiudeva la sua lunga e operosa esistenza a Palermo, ancora tutto inteso al bene della patria sua ed al servizio del suo sovrano .
Venti giorni dopo, il 27 marzo 1835, l'abate Emmanuele Vaccaro, amico e collega del defunto nella direzione del R. Istituto d'incoraggiamento, si assu­meva il pietoso incarico di rievocarne all'assemblea dei soci la figura e l'opera, con un commosso e solenne discorso, pubblicato dopo nell'organo dello stesso Istituto. *9
Inutile scendere all'esame dettagliato del lungo necrologio del Vaccaio. Basterà precisare che fu compilato, col tono enfatico e laudatorio che richie­deva la pietosa circostanza, sulla base della voce della Biographie nouvelle ttes contemporains 2) e di una frettolosa lettura delle opere, condotta con la scorta del catalogo opportunamente predisposto da Scrofani.3) Le notizie biografiche relative agli ultimissimi anni il Vaccaro potè desumerli dai suoi rapporti perso­nali con il defunto, al quale dispensò tutte le lodi più subbimi che l'affetto e il dolore dell'amico potevano dettare.4)
Non altrettanto pietoso si mostrò il compilatore di un altro necrologio ap­parso nello stesso 1835, lo storico e pubblicista Pompeo Inzenga, che di Scrofani non doveva essere propriamente amico. s) Questo necrologio si apre con un lungo preambolo moralistico relativo alla vecchia questione se gli uomini che seppero coi loro travagli attirarsi gli sguardi della repubblica letteraria deb­bano essere giudicati solo riguardo alle opere indipendentemente dalla loro vita privata. Per il nostro moralista non sussistevano dubbi: il solo accoppiamento
-1) Cfr. Necrologia del borono Saverio Scrofani lotta nel Reale Istituto dal socio ordinar rio e segretario generale abate Emmanuele Vaccaro nella tornata de* 27 marzo 1835, in Effe­meridi scientifiche e letterarie e lavori del R. Istituto d'incoraggiamento per la Siccità, a. HI (1834) XI, pp. 327-352.
*) La cita a p. 346 e poi alla fine del necrologio precisa: la cernia ta biografia fran­cese nel suo decimo nono volume intessen al chiarissimo nostro Saverio nel 1825 un morale e letterario elogio di cui non che egli dovette saper grado, ma la patria sua tutta deve a quei dotti serbar cara e durevole riconoscenza) (p. 350). L'ingenuo abate palermitano non doveva sapere che era autobiografica. In questo caso non avrebbe forse scritto, a propo­sito del provvedimento borbonico che tolse a Scrofani il posto nel 1822: ed in ciò vera­mente parlava a favore di Ini la riflessione poi fatta dai signori Àrnault, Jay e Norvìns (i redattori cioè della Biographie), quando scrissero che se lo Scrofani avesse voluto parte alle tumultuose turbolenze, qnal migliore opportunità del suo soggiorno in Parigi fatto a quei tempi ? (p. 347).
s) Il Vaccaro accenna al catalogo di tutte le opere dello Scrofani delle quali, face-vasi ultimamente a Parigi una completa edizione (p. 343), che ripubblica in fondo al necrologio (pp. 351-352), aggiungendovi errori e doppioni.
** Non senza qualche riserva di ordine ideologico, relativa alle vivaci frecciate anti­religiose di sapore schiettamente .illuministico contenute nel Viaggio in Grecia (c. pj> 334-335).
*) Cfr. P. tronsivcA, Necrologia; Saverio Scrofani, in Giornale di scienze lettere e arti per la Sicilia, a. XIII (1835), f. 49, pp. 306-313.