Rassegna storica del Risorgimento
SCROFANI SAVERIO
anno
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1962
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pagina
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461
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Saverìo Scrofani e i suoi biografi 461
delle doti sublimi dell'ingegno allo private morali virtù è quello che fa acquistare il dritto all'alta venerazione de' contemporanei e de* posteri; ....*)
Varie ragioni e potentissime , assicura l'Inzenga, suggeriscono di non attenersi, nel caso dì Scrofani, a tali rigorosi principi: le notizie, per altro, che ci sono state con abbondanza fornite intorno alla di lui vita privata, sono di tale natura che il riferirle in tutto o in parte non può tornare a vantaggio di alcuno. E poi non potendo dir sempre quel bene che si vuole, bisogna ir molto cauti nel dir male degli uomini di alto merito, e pesare maturamente le prove e le sorgenti dalle quali furono attinte le notizie che si vogliono far pubbliche, e considerare i tempi difficili e i luoghi in che visse l'uomo che si vuol sottoporre a severo scrutinio; travaglio che mal si addice a colui che esser può tenuto sospetto di poca amicizia pel defunto .2)
Per tutte queste buone ragioni l'Inzenga, che sul personaggio doveva essere bene informato, preferi tacere, rassegnandosi a riassumere rapidamente le vicende biografiche dalla solita voce della Biographie nouvelle des contemporains e a riferire brevemente delle opere in base al noto catalogo compilato da Scrofani, che ripubblicò anch'egli parzialmente.3) Ma, dopo un preambolo tanto ampio quanto solenne, qualcosa doveva pur dire e, di fatto, con l'aria di chi si lascia sfuggire inavvertitamente tristi verità, che andrebbero taciute pietosamente, almeno in sede di necrologio, il nostro moralista ci fa sapere che il povero Scrofani... fumava l'oppio! *)
L'Inzenga, che pure resta quello che fino ad oggi meglio di tutti ha capito la personalità complessa di Scrofani, s) scopriva così al dì là del moralismo della facciata, la realtà di un sordo rancore personale, che non arretrava davanti alla bassezza di ricordare, con maligno compiacimento, le umane debolezze del defunto.6)
Per quanto dettate da personale risentimento, le reticenze dell'Inzenga erano piuttosto pesanti e avrebbero dovuto suggerire una certa cautela nelle lodi: ma Scrofani era ormai assurto, mercè il suo tenace e abile lavorio autobiografico, nell'empireo degli uomini illustri, di quelle glorie locali e nazionali, verso le quali non si può non essere molto indulgenti.
1) Cfr. Necrologia, cft., p. 306.
2) Cfr. Necrologia, cit., p. 307.
*) L'Inzenga cita la Biographie nouvelle des contemporains a p. 307 e ripubblica il catalogo delle opere (pp. 312313), escludendo però quelle discusse nel corso del necrologio.
*) Abituato all'oppio, forse ne' suoi viaggi in Levante, non potè più,, tornato in Europa, svezzarsene; e non ebbe a dolersene, poiché di conforto riuscivagli alle forze che si andavano in Ini logorando dagli anni (cfr. Necrologìa, cit., p. 307). Un'altra maligna riserva sull'efficacia dell'attività svolta da Scrofani come direttore della Statistica di Sicilia a p. 308.
*) Maligno e acrimonioso, l'Inzenga non mancava dì certo talento storiografico nella caratterizzazione psicologica di personaggi del più recente passato (l'acutezza delle sue considerazioni sul principe di Caramunìco, viceré di Sicilia, 6 stata già rilevata da R. BOMBO, Il Risorgimento in Sicilia, Bari, 1950, p. 66, n. 48). Indubbiamente l'Inzenga ha lasciato su Scrofani, come si vedrà, il giudizio complessivo più acuto e storicamente determinato.
<) Lo stesso Inzcnga scrisse che non voleva mostrarsi risentito contro un nostro siciliano del quale avemmo noi personalmente poco a lodarci (cfr. Necrologia, cit., p. 307). È evidente che i suoi rapporti personali con Scrofani dovettero essere dei peggiori.
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