Rassegna storica del Risorgimento
SCROFANI SAVERIO
anno
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1962
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pagina
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467
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Saverio Scrofani e i suoi biografi 467
Nei sei Bonetti pubblicati dal Cordié nel 1961, ') i riferimenti alla brillante attività di falsario e di truffatore svolta da Scrofani a Palermo negli anni intorno al 1787 Bono abbastanza espliciti, e il critico, alla luce della tradizione biografica ripercorsa attentamente nella sua gran parte, conclude sconsolatamente: se lo Scrofani è duramente accusato di malversazioni, possibile che tutto sia frutto di calunnie? Saverlo, che negli studi troverà se non la paco, almeno una relativa tranquillità (e non scarse soddisfazioni sociali sia nella Francia napoleonica sia nell'Italia meridionale tornata sotto l'antico regime), può ben avere avuto in gioventù qualche momento di debolezza .2) Ritorna, cosi, la vecchia soluzione biografica già proposta dal Sesti, seppure con articolazione e ricchezza di sfumature ben diverse, dato che il Cordié accenna qua e là alla vita assai avventurosa o indubbiamente turbinosa di Scrofani.
Il Cordié conclude onestamente la sua ricerca con una dichiarazione che chiarisce da sola tutto il suo atteggiamento nei confronti di Scrofani: l'autore del Viaggio in Grecia (libro dove non poche sono le meditazioni pensose e sincere sulla storia delle civiltà) avrebbe anche lui pagato il suo scotto al mondo. Da postumi lettori ed estimatori sarebbe toccato a noi prenderne atto: sia pure con una certa malavoglia. Anche se nel dubbio non stessimo per il reo, per noi sempre la pagina sua sarebbe " proba". H che volevasi fin da principio dichiarare.3)
Il tono sinceramente patetico del fine lettore del Viaggio in Grecia non può stupire. Converrà, tuttavia, osservare sommessamente che la pagina di Scrofani in fondo non fu mai propriamente proba . Il nostro valentuomo usava mettere le sue indubbie qualità di scrittore d'ingegno al servizio di principi e governi, senza andare troppo per il sottile quando si trattava di assicurarsene i favori e i quattrini. Spesso prendeva egli stesso l'iniziativa col proposito freddamente calcolato di ingraziarsi governi, uomini politici di rilievo, e perché no, anche letterati e artisti di gran nome. Questo provano inequivocabilmente i suoi rapporti con Ferdinando IV di Napoli e poi I delle Due Sicilie, con l'imperatore Leopoldo II, con Napoleone e i napoleonidi di Napoli, con i patrizi veneziani e i riformatori toscani, col Cesarotti e col Canova. Lo stesso Viaggio in Grecia, al quale pensa anzitutto il Cordié, obbedisce chiaramente all'esigenza di sollecitare simpatie, consensi e favori non esclusivamente letterari. Ciò risulta evidente dall'artificio letterario, tutt'altro che innocente, di stendere l'opera in forma epistolare, indirizzando le lettere con tono laudatorio e sospiroso a personaggi di primo piano della politica e della cultura, abilmente indicati con le sole iniziali, ma facilmente identificabili per via di accorte e velate allusioni. Non tutti questi personaggi Scrofani conosceva personalmente, ovvero l'intimità non era sempre quale lasciavano supporre le lettere. Anche questo era comunque un sistema di millantare, e poi di conquistare effettivamente, amicizie utili e importanti. *)
l) Cff. C. CORDIÉ, Di alcune testimonianze su Saverio Scrofani e Palermo (con .tei sonetti inediti contro monsignor Alogena, vescovo di Siracusa), in Saggi e ricerche in memoria di Ettore Li Gotti, vol.,1, Palermo, 1961, pp. 1-21 (dell'estratto).
*) Cfr. C. COHDIÉ, art. Òt., p. 15.
a) efir. C. CORDIÉ, art. cit., p. 21.
*) Sulle vicende della composizione e della diffusione del Viaggio in Oncia conto di ritornare quanto prima con apposite ricerche, già iniziate in collaborazione col dr. Claudio Mutìni che attende a uno stadio complessivo su Scrofani letterato.