Rassegna storica del Risorgimento
SCROFANI SAVERIO
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1962
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pagina
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468
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468
Roberto Znpperi
L'ultima fatica dedicata dal Gordié a Scrofani, un saggio biografico sotto il profilo dei rapporti dello scrittore con la Francia, li ha il merito di olir ire un'accurata identificazione e descrizione bibliografica di buona parte della produzione letteraria di Scrofani. Le valutazioni generali e particolari dell'attività di Scrofani come scrittore non sono sempre da sottoscrivere, ma le ricerche ancora in corso mi suggeriscono di rinviare ad altra sede la discussione. Lo schema biografico) infine, seppure con le note riserve e sfumature) resta nella sostanza quello tradizionale. 2)
L'esame della tradizione biografica porta, come si è visto, a una prima conclusione: le testimonianze autobiografiche disseminate da Scrofani risultano certo di grande utilità ai fini di una ricostruzione storicamente attendibile della sua personalità e della sua attività di pubblicista, ma solo se accompagnate da adeguate ricerche d'archivio, dall'esame filologicamente rigoroso dei suoi serit ti,3) dalla raccolta del ricco epistolario che, disperso in numerosi archivi e biblioteche, è rimasto, anche in quelle poche lettere già pubblicate, quasi del tutto ignoto a quanti fino ad ora si sono occupati di lui.
Un contributo in questo senso vuole essere la pubblicazione dei documenti che seguono.
Il primo documento, una lettera del 1792 del patrizio siracusano Tommaso Gargano a Marco Lastri, contiene una nuova importante testimonianza contemporanea sulle malefatte palermitane di Scrofani, che conferma pienamente la versione dei fatti già fornita dalla relazione del Paribelli e dai sonetti siracusani.
Ulteriore conferma a tale versione deriva dai documenti 2-6, datati set? tembre-ottobre 1800, che ci portano a Parigi dove Scrofani riparò nel 1799 al seguito del suo protettore del momento, il ricco gentiluomo lombardo Paolo Greppi del quale era divenuto segretario.
Alla morte del Greppi, avvenuta di lì a poco, Scrofani, seppure addolora-tissimo, non potè fare a meno di pensare al suo avvenire, in quel momento in verità piuttosto incerto, e cercò di arraffare quanto potè dei beni del defunto, in ben congegnato accordo con la nota gentildonna Annetta v'adori, sua degna compagna. Ferdinando Marescalchi, amicissimo del Greppi e suo collega nella deputazione cisalpina a Parigi, fu costretto però a intervenire per tutelare gli interessi della famiglia Greppi, e alla fine riuscì a mettere a posto le cose, non senza dover ricorrere alle autorità francesi: anche questa volta il buon Saverio aveva voluto strafare, e finì col restare a mani vuote o quasi.
1) Cfr. C. CORDIÉ, L'abate Saverio Scrofani e la Francia in Revue des études tialiennes, n. s a. VII (1960), pp. 130-172 (apparsoperò nel dicembre 1961). In appendice a questo saggio 11 Cordic ripubblica (pp. 156-172) dal Monticar universel due memorie di Scrofani su due vosi antichi, in verità dì limitato interesse.
2) Così ad esempio il Cordié scrive che Scrofani venne chiamato a Venezia e qui nominato professore d'agricoltura e poi sovrintendente generale dell'agricoltura e del commercio del Levante: per tali incombenze egli dovette visi tare in duo viaggi l'arcipelago greco, la Morea, l'Asia minore, l'Anatolia, la Siria e l'Egitto (cfr. art. cu., p. 136). La versione biografica documentata dalla relazione del Paribelli e dei sonetti siracusani viene invece riferita in forma fortemente dubitativa.
?) Di particolare importanza la questione del testo del Viaggio in Grecia sulla quale tornerò nell'articolo annunciato allo ri. 4 di p. 467.