Rassegna storica del Risorgimento

SCROFANI SAVERIO
anno <1962>   pagina <470>
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470 RobBrto Zapperi
L'ultimo documento (u. 7) è un estratto della relazione informativa sugli esuli napoletani a Parigi, compilata nell'autunno del 1804 da un informatore della polizia parigina. Tale relazione utilizzò già il Croce in un saggio del 1934 nel quale accennò anche a uno Scrofani spia dell'ambasciata napoletana a Parigi, distinguendolo, però, inspiegabilmente dal già ricordato letterato Saverio l)
I riferimenti al passato di Scrofani sono ovviamente generici in questa rela­zione, ma le notizie sull'attività parigina sono di prima mano e risultano confer­mate da altri documenti: una lettera autografa del 1 febbraio 1805 ci presenta Scrofani nelle mansioni, per lui tanto abituali, di uomo di casa dell'ambasciata napoletana a Parigi, di intimo confidente e faccendiere dell'ambasciatrice, la qual eosa non poteva facilmente accordarsi con la sua veste ufficiale di esule e di panegirista napoleonico.2) I rapporti di Scrofani con la polizia parigina erano, però, altrettanto intimi, come risulta da una lettera del Piis, segretario generale della prefettura di polizia, che il 27 maggio 1805 gli assicurava: je ferai ce que vous desirez en vous donnant connoissance des demandes que pour-roient faire les Napolitains et Siciliens près de la Préfecture de Police, pendant l'absence de Monsieur le marquis de Gallo. Votre recommandation, Monsicur, est trop précieuse pour que je ne m'empresse pas de vous seconder dans tout ee qui peut étre agréable à vos compatriotes .3) Lo stesso Piis poi si dichiarò nel 1807 amico personale ed estimatore di Scrofani, raccomandando presso il ministero di Polizia una certa petizione presentata dallo scrittore.4) Tutto ciò lascia pensare che Scrofani lavorasse a Parigi a danno dei patrioti per il mar* chese di Gallo e per la polizia napoleonica nello stesso tempo.
Esaminati e controllati con tutta la necessaria cautela, questi documenti sconfessano definitivamente ogni possibile tentativo di riabilitazione postuma di Scrofani. Ma a questo punto, la biografia si interseca con l'opera, la spia e il millantatore rinviano all'autore del Tutti han torto, degli scritti economici e del Viaggio in Grecia, senza volere con questo ritornare a contrapporre la pagina pulita alla vita sporca. La pagina se non fu tanto più pulita della vita, ha un suo posto e non di scarsa importanza nella cultura italiana tra il Sette e l'Ottocento, e non pare che si possa continuare utilmente a considerare l'attività pubblici­stica di Scrofani fuori dal suo intimo rapporto con la realtà della sua biografia, in verità non poco significativa nella storia più che secolare della tradizione in­tellettuale italiana.
Espulso da una società, come quella siciliana, ohe non ha mai saputo eia* borare un suo assetto generale capace di assimilare e convogliare le sue ricche,
i) Cfr. B. CROCE, Tra gli esuli napoletani del Novantanove ancora in Francia nel 1806, in Varietà di storia letteraria e civile, . I, Bari, 1949, p. 231 (a p. 219 il Croce aveva già ricordato Scrofani per via di una sua richiesta di sussidio per ritornare in Italia pre­sentata alle autorità francesi nel 1807).
*) Cfr. Lettera di 8. Scrofani a M. Thouin, Paris 12 pluviòsc un 13, in Bibliothèque du Museum d'histoire mtturclle di Parigi, callertions d'aulagraphes, 1983, XIII, n. 2666.
3) Cfr. Lettera di A. A. P. Piis a S. Scrofani, Paris 7 prairial an 13, in Btbliothèque municipale de La Rochelle, Ms. 657, e. 25.
4) Cfr. Lettera di Piis a Dcumarets, Paris 11 avril 1807, in Archivi* Nationales, Paris, F7, 6474.