Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
anno
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1962
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pagina
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491
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MODERNISMO E CULTURA CATTOLICA IN UN LIBRO RECENTE {.
L'esigenza di superate! limiti di una definizione del movimento modernista elle guardi esclusivamente alle sue caratteris Liehe ereticali o, in altri termini, di ovviare alle insufficienze di una valutazione storica che consideri astrattamente il suo contenuto dottrinale o si serva acriticamente, in sede storiografica, della definizione ohe di esso vien data nel documento di condanna, costituisce la premessa metodologica della recente ricerca di Pietro Scoppola.1) In opposizione ai criteri predominanti che, rispondendo a intenzioni o apologetiche o coutroversistìche, sembrano considerare gli aspetti ereticali del modernismo quasi punto di partenza e centro dell'interesse storico, lo Scoppola vede nel (modernismo cóme eresia la punta estrema ed aberrante di un rinnovamento culturale e religioso, in ambito cattolico, di ben più vasta portata.
E ormai fatto acquisito e largamente provato che il giudizio su di un fenomeno di tipo ereticale viene condizionato in modo determinante dai criteri une si adottano nel * situarlo nel rapportarlo cioè alla complessa realtà storica che lo ha prodotto e nel fissare i suoi caratteri spesso sfuggenti. Caso classico quello del giansenismo, di cui si sono volta a volta sottolineati gli aspetti reazionari o innovatori. Qualcosa di simile è accaduto anche per il modernismo, considerato, come noto, da una gran parte della cultura laica ad esso contemporanea, come movimento fortemente ritardatario, proprio perchè, tolto dal contesto culturale e religioso in cui nasceva, veniva semplicemente confrontato con. le impostazioni del pensiero idealistico, considerato in modo arbitrario il paradigma supremo di Ogni elaborazione teorico-dottrinale. E non fa meraviglia, invece, che fosse un uomo di parte, dotato però di un vigoroso senso storico, come il Gramsci, a cogliere, se non l'essenza del modernismo, almeno uno dei problemi di fondo che esso propone: quello dei suoi rapporti con il cattolicesimo liberale.2)
Nella quasi assoluta carenza di studi sul modernismo italiano la ricerca dello Scoppola rappresenta dunque il primo tentativo di tracciarne una storia complessiva e sintetica. Ma, con questo, l'autore non contribuisce soltanto alla
!) P. SCOPPOLA, Crisi modernista e rinnovamento cattolico in Italia, Bologna, U Mulino, 1961, pp. 404.
2) Cfr. A. GRAMSCI, R materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, Torino, 1952, p. 248. E. GARIN, Cronache di filosofia italiana, Borì, 1955, p. 69, citando il passo del Gramsci afferma che in realtà il modernismo non nacque come movimento popolare, e forse non lo fa mai ; con questo l'autore vuol mettere esattamente in rilievo che il modernismo fu movimento dalla chiara caratterizzazione culturale, o, insieme, culturale e religiosa. Il giudizio del Gramsci resta tuttavia valido in guanto volto a sottolineare la diffusione delle esigenze riformatrici e la larga adesione che ottennero i tentativi innovatori. Fa eerto la facilità con cui le nuove dottrine furono viste penetrare* per esempio, nei seminari la ragione principale delle radicali misure repressivo e preventive indicate dalla Pascendi.