Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
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1962
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pagina
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Francesco Tranivlh
conoscenza di un fenomeno di indubbio rilievo storico, ma porta un essenziale contributo ad un tipo di ricerche e di stadi troppo a lungo sacrificati od ignorati dalla eultura italiana di ispirazione cattolica, nonostante gli autorevoli inviti più volte fatti in tal senso '1 e gli ottimi risultati raggiunti, in Questa direzione, da studiosi stranieri. L'opera in questione si pone come uno dei primi tentativi di affrontare i problemi più strettamente colturali e religiosi del mondo cattolico italiano della seconda metà dell'Ottocento e del primo Novecento. Va sottolineato, sulla scorta delle osservazioni dello Scoppola, clic tale carenza di studi, cui solo ora si comincia lentamente ad ovviare, e che si rivela tanto più grave se la si confronta con l'abbondanza di ricerche, dedicate al medesimo periodo, di carattere e d'impostazione politico-sociale, parrebbe testimoniare della perdurante scarsa sensibilità del mondo cattolico italiano rispetto a questa problematica; sì che vien fatto di dubitare che si aia protratta sino ai nostri giorni {e varie possono esserne le ragioni) quella medesima situazione che all'inizio del secolo permetteva le prime vigorose affermazioni del cattolicesimo politico, senza che si compisse il necessario approfondimento culturale e religioso che, direttamente o indirettamente, la partecipazione attiva dei cattolici alla vita di uno Stato e di una società moderna richiedeva, Il senso e il valore religioso del grande sforzo di elevazione economica ed umana delle masse popolari scrive lo Scoppola il nuovo configurarsi in clima democratico dei rapporti fra Chiesa e Stato, le maggiori responsabilità che incombono, in tale situazione storica, sul laicato cattolico sono altrettanti motivi posti in luce dalle correnti riformatrici, ma rimasti poi non approfonditi, non studiati adeguatamente, La felice intuizione politica di Luigi Sturzo, la efficace traduzione da lui operata, nel programma del Partito Popolare, di certe tradizionali rivendicazioni del mondo cattolico in termini propriamente politici, ha segnato indubbiamente un grande progresso nella storia del movimento politico dei cattolici italiani, ma non ha molto contribuito ad approfondire quei temi che la crisi modernista aveva enucleato; li ha piuttosto prudentemente evitati, e perciò non ha operato profondamente e durevolmente per la maturazione del laicato cattolico italiano alle responsabilità della democrazia.2)
In realtà, la carenza stessa di studi sul modernismo italiano, che viene in generale giustificata con motivi contingenti, e certo gravi (come la difficoltà di accedere alle fonti per i sospetti e i timori ancora perduranti), costituisce a sua volta, a ben vedere, un problema storico, se è vero che una cultura si giudica dai suoi interessi e dal passato cui ama richiamarsi. E neppure si può del tutto giustificare questa carenza chiamando in causa le condanne ecclesiastiche contro il modernismo, che vennero sì a pesare sui successivi sviluppi della cultura cattolica, ma che non potevano impedire a studiosi avvertiti e rispettosi quanto ai voglia dell'ortodossia, specie dopo il placarsi delle polemiche più. radicali, di cogliere la validità delle istanze ch'erano al fondo della crisi
1 ) Come ricorda G. Sofia nella Bua recensione a questo medesimo libro (in II Mulino, a. IX (1962), pp. 392-95), proprio lo Scoppola già aveva indicato come si ponesse ormai in modo imperativo, per la storiografia di ispirazione cattolica, l'esigenza di cogliere i motivi e i termini di una crisi religiosa sotto certi atteggiamenti assunti in ambito politico 0 sociale (ofr. Orientamenti della recente storiografia sul movimento cattolico in 1 tulio, in Quaderni di cultura e di storia sodate, nuova serie, a. Ili, (1954), pp. 94-108).
s) P. SCOPPOLA, OD. cit., p. 963.