Rassegna storica del Risorgimento
CATTOLICESIMO
anno
<
1962
>
pagina
<
494
>
494
Francesco Traniello
Studi religiosi del Malocchi, apparsi a partire dal 1901, o la Rivista storico* critica dette scienze teologiche iniziata nel 1905 sotto la direzione del Bonaccorsi, presto sostituito dal Buonaiuti.
Merito grande dello Scoppola è quello di aver dimostrato l'infondatezza di un giudizio corrente sul modernismo, dato sulla scorta del suo inevitabile ripiegamento e dell'isolamento in cui vennero a trovarsi i suoi rappresentanti dopo lYnciclica Puscendi: l'opinione cioè che esso si sia rivolto a ristrette cerchie di studiosi, piuttosto che al mondo cattolico italiano nel suo complesso. La realtà è invece che il movimento innovatore, ricollegandosi in questo pienamente al cattolicesimo liberale della prima maniera, si venne a porre come alternativa all'intero mondo dcll'intransigcutismo, combattendo, vigorosamente e a tutti i livelli, non solo e non tanto il radicalismo auticonciliatorista, ma i fondamenti stessi culturali e religiosi di simile atteggiamento politico-pratico. Alternativa completa, secondo la tesi dello Scoppola, contrapposizione di un diverso modo d'intendere la stessa fede religiosa o almeno le sue origini razionali e psicologiche, di impostare i rapporti con l'autorità, di porsi di fronte ai testi sacri; e per tutto questo si chiedeva l'ausilio della cultura e della scienza moderna e l'uso degli strumenti critici ch'era venuta affinando.
Sono chiari, allora, i motivi per cui lo Scoppola, in coerenza con la propria impostazione, definisce questa cultura in fieri da un punto di vista che direi prevalentemente * formale '. La sua attenzione non è tesa a rilevare e ad enumerare le nuove scoperte della critica biblica, o le nuove dottrine teologiche che discendevano dalla filosofia dell'azione o dall'imperante pragmatismo, o ad enucleare i principi dell'apologetica dell'immanenza, cui, bene o male, anche in Italia si era dato non piccolo contributo. Non che ignori questi argomenti, intendiamoci. Ma la sua ricerca, appunto in quanto tesa all'individuazione di un movimento religioso e culturale abbastanza unitario almeno nella sua ispirazione, si volge più particolarmente alle esigenze di fondo e alle premesse di metodo che indussero tanti ecclesiastici e laici a far proprie o almeno a dibattere quelle dottrine; e, se mai, più dei loro contenuti , sembrano interessargli le conseguenze che la divulgazione di quelle novità comportò nei riguardi del restante mondo cattolico.
Con questo lo Scoppola ci offre un quadro ampio e sostanzioso dei motivi che erano al fondo della crisi modernistica, ma a rischio di qualche indeterminatezza dottrinale.
Tale, ad esempio, il riferimento al primato della coscienza, come fattore caratterizzante del movimento riformistico in generale e, più in particolare, del gruppo di Milano:J ' il richiamo, esatto nella sua sostanza, resta però un po' generico, sol che si pensi alla lunga discussione cui una simile dottrina del primato della coscienza, quale era stata individuata dal Bremond nel pensiero* del New man, aveva dato luogo.2)
Cosi pure la viva sensibilità per la questione dell'autonomia dei cattolici rispetto all'autorità ecclesiastica, che accomuna indubbiamente tutti i rappresentanti del movimento modernista, sembra poi rispondere ad esigenze abbastanza diverse ed investire ambiti disparati, da corrente a corrente. So nel
M p. 190.
') Cfr. 6. MARTINI, Cattoliceaimo e storicismo, Napoli, 1951, pp, 150 sgg.