Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <495>
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Modernismo e cultura cattolica in un libro recente 495
Murri il sorgere del problema dell'autonomia è correlativo ad una maturazione di senso storico che consegue alla crisi delle sue posizioni politico-sociali, come bene indica lo stesso Scoppola,1' in altri risponde più propriamente e più radi­calmente ad esigenze religiose.
Va però anche subito notata la precisa attenzione, da storico acutissimo, che mostra lo Scoppola in molti altri casi per il problema dell'individuazione e della differenziazione dei diversi atteggiamenti all'interno del movimento mo­dernista, sì che il quadro che ne offre risulta quanto mai articolato.
Pagine risolutive sono proprio quelle sul Munì, di cui viene tracciata l'evo­luzione verso una problematica culturale-religiosa non dissimile da quella dei modernisti strìdo sensu, dalle primitive posizioni d'intrausigentismo e d'inte­gralismo antiborghese, attraverso l'esperienza della Lega democratica nazionale.9) Tuttavia mai si viene a perdere il senso della sua sostanziale originalità, della non riducibilità delle sue posizioni al filone modernistico vero e proprio; ciò lo rende' estraneo, per esempio, allo spirito del convegno di Molveno3) e lo porta a sostenere, sino alla fine, la perdurante validità del tomismo e della scolastica; sì che si può ben condividere il giudizio dello Scoppola sulle origini disciplinari e non dottrinali della sua rottura con la Chiesa. Non sembra perciò del tutto esatto il rilievo del Prandi*1 che ha creduto di intrawedere, nello Scoppola, la tendenza ad assimilare eccessivamente il Murri al moderni­smo * dottrinale '. Il Prandi nota giustamente come nel Murri persista una concezione strumentale della cultura moderna; ma anche lo Scoppola pare esserne convinto quando scrive in una delle sue pagine più felici: Nelle pole­miche intorno all'enciclica e più ancora intorno allo scritto del Murri sono anticipate in sostanza le posizioni essenziali del pensiero religioso di fronte alle responsabilità culturali e politiche del nostro secolo: in Murri, non solo la fedeltà al dogma, ma alle basi di pensiero del cattolicesimo medievale e post-tridentino, la limitazione della rivendicazione di modernità al terreno del metodo e della pratica; negli autori del Rinnovamento l'approfondimento invece delle esigenze di riforma sul piano interiore con un senso sempre vivo della trascen­denza e del primato del fatto religioso; nel Buonaiuti delle Lettere di un prete modernista e di Nova et reterà... il rovesciamento del senso cristiano della tra­scendenza in un messianismo sociale che confonde le speranze cristiane con quelle di un rinnovamento economico e sociale . *'
Se dunque è vero che il Murri occupa un posto centrale nel * rinnovamento cattolico ' del primo Novecento, non si può dire che lo Scoppola ne faccia il car­dine della ' crisi modernista '; che anzi, proprio nella discussione suscitata dal suo articolo ' L'enciclica Pascendi e la filosofia moderna ', uscito sul Rinnovamento nel 1907, e dal suo volumetto del 1908 La filosofìa nuova e Venciclica contro il
*) P. SCOPPOLA, op. cit. p. 152.
*) Ivit pp. 133 sgg. Sul valore dell'esperienza della Lega democratica nazionale come superamento del primitivo integriamo per una più ampia problematica culturale e politica cfr. dello stesso Scoppola, // modernismo politico in Italia: la Lega democratica nazionale, in Rivista storica italiana, a. LXIX (1957), pp. 61-109.
s) P. SCOPPOLA, op.eìt., p. 242.
*) Espresso in una recensione radiofonica ohe si spera di veder pubblicata nei Qua-derni del Terso Programma,
5Ì P. SCOPPOLA, op. cit., p. 260.