Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICESIMO
anno <1962>   pagina <498>
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Francesco Traniello
in cui ce la socialità del fatto religioso è esclusiva ed assorbe ogni forma di socia­lità. Tutta la tradizione cristiana e il contenuto stesso del Cristianesimo sono piegati e deformati perchè coincidano e si identifichino con la aspirazione alla democrazia e al socialismo. *) Non fa meraviglia che al nuovo movimento buonaiutiano aderissero alcuni giovani inumani.
Ma non il Murri, che vedeva e denunciava l'estraneità delle teorie del Buonaiuti alla tradizione di pensiero cui egli si sentiva ancora pienamente legato. In effetti con le Lettere di un prete modernista e la teorizzazione del socialismo cristiano la rottura nel seno stesso del movimento modernista ita-liano era consumata; II Rinnovamento alla fine del 1908 poteva affrontare aper-mente il tema: Ci sono due modernismi ? .
Non furon pochi i militanti del movimento innovatore che si mostrarono disposti allora a trarsi in disparte, con la convinzione che la lotta per il rin­novamento culturale e religioso nel cattolicesimo e per il cattolicesimo 2) tra­scendesse le contingenze e si proiettasse nel futuro: essi seppero con preciso -spirito critico, che testimonia, forse meglio d'ogni altra cosa, della loro avver­tita sensibilità storica e della piena coscienza dei limiti e delle finalità della loro opera individuare il pericolo di correre subito alle conclusioni di quel moto di rinnovamento, di cui essi stessi non si consideravano che gli iniziatori. Di ciò dà testimonianza il Fracassili!, uno dei più lontani dalla tentazione del successo immediato, che, in uno dei tanti begli inediti pubblicati dallo Scoppola, scrive: L'abbandonare la dottrina di Aristotele e di S. Tommaso per un prag­matismo dottrinario sarebbe cadere dalla padella sulla brace, giacche come la realtà non è unità ma molteplicità nell'unità, non può essere appresa che dall'organizzazione di tutte le nostre facoltà. Per vivere e intendere piena­mente la religione è necessario coordinare giustamente tra loro questi tre centri di vita: 1) la vita spirituale, 2) il lavoro criticostorico, 3) l'analisi e la sintesi psicologica epistemologica e metafisica... e cosi di questo passo . 3'
Se il modernismo, come di solito accade ai movimenti rinnovatori, è stato masi tradizionalmente identificato con le posizioni più estreme e di decisa rot­tura, lo Scoppola ci ricorda l'esistenza e i meriti di quei numerosi rappresen­tanti del laicato e del clero cattolico profondamente segnati da quella crisi, ma costituenti, secondo la bella definizione del Leflon, quasi un tiers parti *) tra l'intransigcntismo e l'aperta eresia, e che indubbiamente formarono il vero tessuto connettivo del movimento riformatore, garantendone, nel silenzio dello studio o nell'umile opera pastorale, la continuità e la validità. Ed a que­sto sottofondo del modernismo si dovrebbero ora, stili1 esempio dell'opera dello Scoppola, volgere i ricercatori, perchè sia possibile conoscerlo nel suo più pro­prio carattere di rinnovamento religioso.
FRANCESCO TRANIELLO
i) Ivi, p. 323.
2) Iw, p. 321.
8) Ivi, p. 320.
*) Cfr. Aspetti detta cultura cattolica nell'età di Leone XIII Roma, 1961, p. 113: L'héréaie moderniste, cornine tonte* leu hérésies, comportaìt dea verités, mais qu*on a pu qualifier de véri té folles , parco m'elica se de tuoi in io ut de la i radili mi catholitjuc. Ce fntle drame de Loisy, le decènte de beaacoup d'autres. Mai entra eoa modernistes [...]et ]es conservoteur justoincnt inquieta, il y avaii[...June sorte do tiers parti qui essayait d'operar la " Conciliazione " .