Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
anno <1962>   pagina <502>
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Antonio Allocati
dato, riuscissero chiara illustrazione dei momenti storici, delle fasi cruciali di questa evoluzione politica, degli uomini rappresentativi di essa, delle loro òpere, di quelle di tutto il popolo meridionale, ohe con le sue ribellioni e i suoi sacrifici anelava al riscatto del proprio lavoro e alla libertà, nella speranza di una vita migliore. Ed a conclusione di questa lunga via percorsa verso la libertà costitu­zionale e l'unità politica, Moscati ha volnto mostrare il secondo risorgimento dalla tirannide, quello del 1943, con il costo di sacrifici e di sangue che ha ri­chiesto, quasi a far vedere visivamente , attraverso la documentazione, quale valore ha la libertà, che, conquistata con tanto lungo sacrificio dai nostri padri, ha richiesto ieri non minori sacrifici e dolori per riconquistarla.
Poiché la Mostra è stata allestita anche con uno scopo pedagogico, per il popolo che l'avrebbe visitata e per i giovani, si è creduto opportuno illustrare le sale con pannelli didascalici, che hanno consentito al pubblico di seguire l'impostazione storica della rassegna.
Per rendere più particolare conto di quanto è stato esposto, dirò breve­mente che in una prima sala si presentava in sintesi la Mostra. Ad una esposi* zione delle fondamentali opere di pensiero, che formarono e aumentarono l'intel­lettualità meridionale dal Settecento all'Unità (dal Vico al De Sanctis); a quelle altre che puntualizzarono e dibatterono i problemi lasciati insoluti dallo Stato unitario (dal Villari al Dorso); a quelle che mantennero viva la fede nella libertà sotto la dittatura (dal Croce al Salvemini); faceva riscontro un grande pannello del pittore Paolo Ricci, ove sotto le bandiere dei Borboni, della Repubblica napoletana, della Santa Fede, di Murat, della monarchia costituzionale del '20, di quella del '48, dell'Italia unita del '60, della Repubblica italiana, episodi, uo­mini, opere dei singoli momenti storici, in vivace sintesi pittorica illustravano la storia dell'Italia meridionale dal 1734 in poi. Seguiva la sala dedicata all'il­luminismo settecentesco con l'attività riformistica del primo periodo Borbonico, con il ritratto e le opere di Antonio Genovesi e quelle dei suoi discepoli. Nella terza sala il prof. Causa con la scelta di significative opere ha mostrato lo splen­dore delle arti nel regno di Carlo e di Ferdinando IY: vi erano esposte preziose sete di S. Leucio, pastori da presepe, porcellane, armi intarsiate, arazzi, delicati pezzi provenienti dagli scavi settecenteschi di Ercolano e Pompei, gli scorci archi­tettonici delle reggie di Caserta e di Portici, delle mirabili ville vesuviane, ed altre interessanti cose.
Seguiva la sala dedicata alla Repubblica napoletana, al cui centro sorgeva la riproduzione di uno dei numerosi alberi della libertà, innalzati nel '99. Succes­sivamente, nella sala dedicata alla reazione, veniva esposta la raccapricciante ghigliottina di Santa Maria Capua Vctere con le testimonianze documentarie delle esecuzioni avvenute di numerosi patrioti di Terra di Lavoro, insieme agli atti di resa dei castelli napoletani, alla documentazione delle Masse Sanfediste del Ruffo, ai documenti delle confische dei beni dei rei di Stato. Il Saggio Storico del Cuoco veniva mostrato quale pensosa testimonianza del fallimento della Repubblica. La sesta sala presentava al visitatore l'attività legislativa dei Napo­leonici: dall'abolizione della feudalità alla soppressione dei monasteri, alla ven­dita dei beni demaniali, alla divisione delle province, a tutta quella serie dileggi e di attuazioni amministrative che dettero volto moderno al regno e permisero l'affermazione della borghesia terriera. Inoltre, documenti e decorazioni illu­stravano la partecipazione dei Napoletani alle guerre napoleoniche, mentre si' dava particolare rilievo all'insofferenza che la Carbonerìa manifestava nelle prò-