Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
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Libri e periodici
internazionale ambiziosa 0 scaltrita, dall'altro una coscienza patriottica sempre subordinata a condizioni d'autonomia e di privilegio.
In polemica col Falzone, il Di Carlo inserisce a questo ponto una discussione sullo storicismo ed il concetto della storia nel Settecento, e le sue osservazioni, quantunque succinte, appaiono preziose per rendersi conto della vitalità e, dirci, della popolarità nazionalistica di quella storiografia ghibellina e classicheggiante, iredericiuna, della Sicilia ottocentesca, che si op porrà con tanto fervore ni funi larismo guelfo, romantico e angioino degli scrittori napoletani.
Ancora all'I ughil terra ri chiamano infine i concetti economici del Sergio e del Balsamo (e la novità e la fecondità di queste idee sembrano fin d'ora concentrarsi e concretizzarsi nel Ferrara) mentre certe scritture giansenistiche del vescovo Santacolomba ripropongono ancora una volta l'esigeuza di un esame approfondito ed obiettivo della natura intimamente, rigorosamente assolutistica (e quindi, a fine Settecento, obiettivamente conservatrice, per non dire antidemocratica) di tanta parte della letteratura antigesuitica.
Concludendo, il Di Carlo non si richiama a presupposti campanilistici, né pretende di aver comprato una renovatio ab imis delle idee correnti sull'argomento. I suoi interessi si sono accentrati esclusivamente sulla storia della cultura, lasciando ad altri di esplorare gli aspetti politici, economici, sociali, della questione siciliana nel Settecento. Certo, si potrebbe chiedere al Di Carlo se l'incongruenza tra aggiornamento culturale ed arretratezza materiale in Sicilia non manifesti il fondo libresco di quell'aggiornamento, l'assenza di un'impostazione riformistica, l'inadeguatezza della classe dirigente, almeno sotto il profilo politico. Ala egli ci risponderebbe che questo è un discorso diverso dal suo. Giova dunque tenerne conto prendendolo cosi com'è, confidando in esso, per quel che ci offre, con piena fiducia, perchè è l'opera di un dotto e di un galantuomo. Non chiediamo altro.
RAFFAELE COXAPTETRA
LUIGI MARTINI, Il Confortatorio di Mantova, a cura di ALVISE ZOHZI (Universale Cappelli, SO); Bologna, Cappelli, 1962, in 16, pp. 283. L. 450.
Delle varie edizióni del Confortatorio dal 1867 in poi (otto in tutto, a stare alle indi* e azioni del Catalogo generale della libreria italiana) solo le prime due pubblicate direttamente dall'Autore nel 1867 e nel 1871, e quella monumentale, che uscì nel centenario dei martiri di Belfiore, sono integrali. Tutte le altre, quella curata dal Bossi e le quattro curate dal Mazzoni, non sono che una scelta di brani dell'edizione originale, con l'intento di rendere accessibile uno scritto che presenta digressioni, commenti e dialoghi, che sovente appe-santiscono il testo e scoraggiano il comune lettore, deviandone l'attenzione e disperdendo la commozione, suscitata dal racconto così vivido ed efficace nelle altre pagine. Il Mazzoni e il Bossi hanno, perciò, lavorato di gran lena a ridurre i rami e il fogliame sovrabbondante per ridare alla narrazione principale hi vivacità e l'immediatezza qualche volta offuscate dalla prolissità del resto. Il risultato, però, è stato quello di ischeletrire l'albero con una eccessiva potatura, snaturandone la fisionomia originale, cosicché se si ò raggiunto lo scopo di attrarre alla lettura un più vasto pubblico non gli ai è offerto un appagamento genuino.
La presente edizione,, che vede la luce nell'agile collezione d vll' Universale Cappelli (che comprende già un'antologia degli scrittori garibaldini, curata dal Mariani, e una raccolta di lettere di patrioti del Risorgimento, curata dall'Amoroso), si distingue dalle precedenti riduzioni proprio per l'attenzione posta nel conservare all'opera la Bua immagine più vera, anche se i tagli hanno portato via più della metà del testo. Sono state tralasciate, anzitutto, le biografie dei martiri, che non sono certamente né originali nò pregévoli stilisticamente e che, viceversa, orano state tutte comprese nelle quattro edizioni earate da Guido Mazzoni, la prima delle quali ha avuto ben sei ristampo. Riteniamo anche noi che queste biografie potevano essere eliminate senza danno, per lasciare più spazio al rapporto immediato tra il Martini e i suoi assistiti, che costituisce necessariamente la parte più