Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
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1962
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519
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Libri e periodici 519
delincano o grandi trattile vicende del biennio; nel secondo è delincata la situazione gene* rate dell'Inghilterra). La parte centrale e più interessante del lavoro comincia col cap. Ili, che abbraccia il periodo 1 gennaio - 19 aprile 1859, cioè la preparazione diplomatica e psicologica della guerra, dalle dichiarazioni di Napoleone HI durante il ricevimento del corpo diplomatico, all'inizio delle ostilità. È il periodo in cui l'Inghilterra è irriducibilmente opposta all'idea di una guerra, da cui poteva venire un ingrandimento della potenza di Napoleone IH, insieme ad un indebolimento dell'Austria e ad una ripresa dell'espansionismo russo in Oriente.Da molto tempo l'Inghilterra guardava con simpatia alregime eoa ti -tnzionale piemontese; anche la regina Vittoria era ben disposta verso il Piemonte liberale, in cui vedeva una barriera sia contro l' oscurantismo , sia contro la rivoluzione. Ma il problema della nazionalità, così come era sentito in Italia, non era bene inteso (o non voleva essere inteso) dalle sfere ufficiali e dall'opinione pubblica inglese. Soprattutto, una potenza commerciale come l'Inghilterra non voleva saperne di guerre in Europa. Perciò quando apparve chiaro che il governo piemontese manovrava per far nascere l'incidente risolutivo la simpatia britannica per il Piemonte cominciò ad attenuarsi; mentre crebbero i sospetti verso le mire espansionistiche di Napoleone III. L'Inghilterra non aveva torto, allora, di temere una guerra d'indipendenza italiana condotta dalla Francia, allora che non si poteva prevedere, il sèguito e soprattutto il peso determinante dell'autonoma iniziativa degli Italiani*
La guerra era appena scoppiata, che in Inghilterra ebbero luogo le elezioni: era inevitabile che la crisi italiana divenisse arma di lotta anche tra i partiti inglesi, in clima elettorale. Questo è l'oggetto del capitolo IV (19 aprile-metà giugno 1859). I conservatori furono sconfitti; ne segui un governo whig-liberale. Hmutamento governativo ebbe ripercussione nell'atteggiamento verso la questione italiana. Ma, più che un mutamento d'indirizzo e dijini, vi fu piuttosto un mutamento di modi, con cui si mirò a realizzare i medesimi fini. Le vittorie militari, poi l'armistizio di Villafranca, poi l'atteggiamento dell'opinione pubblica nei Ducati, nelle Legazioni e nella- Toscana, poi il raffreddarsi dei rapporti tra i liberali italiani e Napoleone III, e lo stesso indebolirsi della posizione di Napoleone III in Francia per il passaggio dei cattolici all'opposizione, indussero l'Inghilterra ad abbandonare i vecchi timori e a schierarsi a favore del movimento liberale-nazionale italiano, sostituendosi alla Francia. Così essa favori i plebisciti in Emilia, nelle Romagne e in Toscana, e, più tardi, l'annessione dell'Italia meridionale al Regno settentrionale. I contrasti in seno allo stesso gruppo dirigente del Regno Unito, i dubbi e le oscillazioni dell'opinione pubblica, il vario intrecciarsi delle influenze e delle pressioni dei centri di potere dal giugno '59 all'autunno '60 sono raccontati e analizzati dal Bcales nel cap. V (ghigno '59 gennaio '60) e nel VI (febbraio-dicembre '60).
Dall'analisi dei documenti e dalla ricostruzione degli eventi l'autore ritiene di poter affermare, innanzi tutto, che la ce politica italiana non ha avuto affatto un peso decisivo nella crisi interna inglese del maggio-giugno 1859. H risultato elettorale del maggio non significò affatto un verdetto d'opinione ; il cambio di governo fu dovuto non già ad un'opposizione al ministero conservatore su un particolare problema politico, ma più semplicemente alla riunificazione del partito liberale, in precedenza divisosi.
Per quanto riguarda l'origine della politica italiana dell'Inghilterra, cioè l'indagine soie centri di potere* che contribuirono, concordi o discordi, a fissare le linee di tale politica e a determinarne via via lo svolgimento, le conclusioni cui giunge il Beales sono molteplici. Innanzi tutto, la Corte vi prese una parte eccezionalmente larga : in più d'una occasione la regina Btimolò o frenò, a seconda dei casi, l'iniziativa dei suoi ministri, anche su questioni particolari. Viceversa, nonostante il loro prestigio, il primo ministro e il ministro degli Esteri del gabinetto liberale dovettero spesso far concessioni ai loro colleghi, sicché la politica ufficiale in questo caso fn una creazione dell'intero Gabinetto (invece nel ministero conservatore che cadde nel giugno 1859, Derby e Malmcsbury pare abbiano avuto l'effettiva direzione della politica italiana).
Per quanto riguarda l'influenza del Parlamento e della pubblica opinione, l'autore ammette che essa è difficile da misurare; tuttavia egli ritiene che la posizione del governo,