Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
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1962
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520 Libri e periodici
a questo riguardo, fosse allora molto forte. II controllo del Parlamento sul Governo si riduce va ad una sorveglianza di carattere generale. Era facile, per i deputati e per il pub-blico, essere informati sogli eventi che si verificavano nei paesi stranieri, ma non altrettanto facile esserlo sui fatti politici e diplomatici. Di fronte ad interrogazioni in Parlamento, il governo poteva sempre addurre, come pretesto la delicatezza dello trattative in corso per rifiutare una risposta precisa. Sovente le informazioni erano date così tardi che non era ormai possibile modificare la linea politica già adottata. Infine il fattore tempo, per l'incalzare degli eventi, impedì in più di un caso al Parlamento e all'opinione pubblica di esercitare un effettivo controllo. Analogo effetto ebbero le vacanze parlamentari.
Per quanto riguarda infine la natura e gli scopi della politica inglese verso l'Italia nei due anni cruciali (se cioè essa abbia o non favorito il processo d'unificazione politica della penisola) il Beales si mostra equilibrato e accorto nello sceverare i prò e i contro* ciò che v i fu di voluto e ciò che vi fu di fortuito; e conclude che essa fu in modo consistente filoitaliana, in un certo senso . Occorre tuttavia distinguere l'azione del governo conservatore da quella del governo whig-liberale; tenendo presente che il mutato atteggiamento fu anche dovuto allo svolgersi imprevisto degli eventi. In realtà l'Inghilterra non perseguiva tanto una politica italiano, quanto una politica francese ; le oscillazioni dell'atteggiamento inglese verso la questione italiana furono in larga parte dovute ai timori di un rinnovato espansionismo francese. Comunque, nel corso del 1859 e del 1860 l'Inghilterra evitò ogni nuovo impegno negli affari europei: questo fu il principale significato della crisi italiana nella storia della politica estera inglese: l'isolazionismo aveva trionfato (p. 173). L'appoggio inglese al processo d'unificazione italiana, a partire dal giugno '59, fu perciò soprattutto un appoggio morale; ma esso ebbe un notevole peso, tanto da strappare poi a Cavour e a Garibaldi espressioni di calda gratitudine.
H Beales (già noto ai risorgimentisti italiani, specie per le sue relazioni e i suoi interventi in congressi storici tenutisi negli scorsi anni in Italia) ha condotto la sua narrazione con rigore critico, acribìa, ponderatezza ed equilibrio, documentando accuratamente le proprie affermazioni con precisi rinvìi ai documenti. La bibliografia delle fonti inedite ed edite e delle opere utilizzate nel corso del lavoro, e l'indice dei nomi chiudono il volume.
ROBERTO BEBARDI
J. A. VON HiJBrvER, La monarchia austriaca dopo Villa/ranca, a cura di M. CESSI DRUDI (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, XXXV); Roma, Ministero dell'Interno, 1959, in 8, pp. VmT184. S. p.
Gli elogi già largamente tributatigli dagli storici diplomatici dimostrano l'importanza del résumé , relativo all'anno 1859, del diario dcU'Hubucr. E in realtà, rispetto al diario vero e proprio, apparso, come è noto, anche in una buona traduzione italiana, curata da A. Galante Garrone, col titolo di Nove anni di ricordi , questo resumé si presenta con caratteri propri. L'autore appare animato, soprattutto, da un più preciso impegno nel giudicare e insieme da un più elevato distacco, che non gli deriva soltanto dall'essere fuori dalla politica attiva, ma più specialmente dalla possibilità di vedere in prospettiva i tumultuosi avvenimenti di quell'anno, quando già era lecito, ad uno spirito critico, trarre alcune importanti conclusioni. Cambiano, rispetto al diario, certi giudizi: come quello sulla politica napoleonica, la cui lealtà nei riguardi dell'Austria (nota la curatrice del volume) l'Hfibner si era sforzato di difendere, e ohe qui viene invece presentata come una ampia macchinazione del figlio della rivoluzione, rotto a tutti i machiavellismi, contro l'imperatore d'Austria, sommo rappresentante dell'Europa della legalità e del lealismo dinastico. Ma cambia soprattutto lo spirito doll'antore, il quale riesce a dare al proprio-racconto i caratteri del documento e della tcstmunùanza contemporanea o insieme dell'interpretazione già elaborata.
Ciò che nobilita e vivifica queste pagine ò la piena coscienza che mostra l'Hiìbner della necessità che i gravi avvenimenti di cui ò stato spettatore o attore, vadano giudicati