Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
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Libri e periodici
SALVATORE LENER, La formazione dell'Unità d'Italia e i cattolici; Roma, Edizioni XM Civiltà Cattolica, 1962, in 8, pp. 146. S. p.
L'Unità soave P. Lener fa fatta molto, troppo affrettatamente , tanto che ali unificazione territoriale e politica non corrispose una vera maturazione degli spiriti. U Risorgimento e pertanto da considerarsi un processo incompiuto dal punto di vista della sua costituzione, intesa non tanto in senso formale quanto in quello materiale, cioè come ordinamento giuridico basato essenzialmente sa un juris conscnsus.
Una tale impostazione appare senza dubbio analoga a quella di altre ben note tendenze storiografiche che, in tempi passati o più. recenti, hanno fatto un bilancio dei risultati del Risorgimento rilevando quei punti ohe avrebbero dovuto essere modificali o corretti. Una discussione sa un tale criterio valutativo su un piano rigorosamente storiografico ci sembrerebbe ormai superflua; c'interessa invece precisare che l'assunto principale di p. Lener è di verificare criticamente l'esistenza e la consistenza della costituzione materiale dello Stato unitario nel momento della sua instaurazione nella penisola o, per usare le sue stesse parole, di valutare l'unità (dell'Italia e degl'I taliani) sotto un profilo dichiaratamente giuridico, cioè di anela juris conscnsus che fa della moltitudine o della popolazione prima divisa in pia. Stati un popolo . Questo va sottolineato poiché il contributo vero del suo nutrito e serrato saggio sta nello sviluppare una tesi di ordine essenzialmente giuridico. Giacché è evidente che da un punto di vista più propriamente storiografico l'assunto sarebbe invece di vedere per quali limiti dell'azione e delle forze politiche non fu possibile un diverso processo.
Comunque, ciò premesso. Intesi è svolta con grande dottrina. Il suo succo è che prima dell'Unità gli Italiani non erano certo un'amorfa moltitudine di individui e famiglie viventi more barbarorum o un'orda di sadditi coloniali ascesi a dignità civile solo in virtù del nuovo regno. Dignità di persone sui juris e qualità di cittadini, nei rispettivi Stati, avevano da secoli tutti gli Italiani, anche se né i piemontesi né gli altri erano cittadini di un solo Stato sovrano sulla penisola. L'instaurazione di questo senza il loro consenso (giacché non si deve attribuire un feticistico valore alla finzione plebiscitaria) non poteva certo esaltare la personalità e l'autonomia civile degl'Italiani né fare, almeno nei primi decenni, dei popoli dei vari Stati se non una riottosa o passiva popolazione nell'unico Stato unitario.
Lo scopo di questa tesi, che è da considerarsi come una dottissima comparsa conclusionale ancorché condotta con animo sereno, è di dimostrare il fondamento giuridico dell'opposizione dei cattolici alla nuova formazione statuale. ( Mancando a quella non solo il crisma di legittimità, alla stregua del diritto positivo allora vigente, ma pure il sostegno di un positivo e generale juris consensus degli Italiani già sudditi di vari Stati legittimi; esistendo invece un sempre più deciso juris dissensus della massa dei cattolici fedeli alla Santa Sede, l'affrettata costruzione politico territoriale difettava appunto di un'adeguata base storica, etica e giuridica, indispensabile ad assicurarne e manifestarne la stabilità . Sulla base ditale formulazione del dissidio fra i cattolici e lo Stato (che naturalmente investiva anche la questione del potere temporale qui trattata adeguatamente) p. Lener rivendica le ragioni ideali dell'intransigentismo sostenute dalla Civiltà Cattolica cento anni fa. Ne deriva una lucida disamina dell'atteggiamento dei cattolici nell'Italia unita. L'opposizione cattolica non fu un'opposizione politica ma essenzialmente religiosa, e come tale non ripudiava l'idea dell'indipendenza e dell'unità della patria ma soltanto i sottintesi e le insidie laiciste di nna parte delle forze risorgimentali. Ed è su questo terreno che si coglie la vera differenza fra i cattolici conciliatnristi e i cattolici intransigenti: ì primi volevano aderire al nuovo Stato cosi com'era, i secondi invece intendevano arrivare alla conciliazione solo dopo averlo trasformato. Interpretazione che è in sostanziale accordo con le risultanze delia migliore storiografia, sul movimento cattolico degli ultimi anni.
FERNANDO MAN/OTTI