Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
anno <1962>   pagina <528>
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528 Libri e periodici
ziarc la loro astrattezza d'un contenuto politico più caldo, più immediato, ed apparirò così cornei capisaldi indefettibili di una società e di un costumo che procedessero attra­verso le vie d'un liberalismo formale, al conseguimento d'una sostanziale libertà demo­cratica. Intendiamo riferirci, lo si 6 compreso, a Giuseppe ZanardcllL
RAFFAELE COLAPIETRA
C. VILLANI, Risorgimento Datino, con presentazione di V. de Miro d'Ajeta, note di M. Si­mone; Foggia, Stadio editoriale danno, 1960, in 8, pp. 248. S. p.
Il volume, primo di una raccolta di studi foggiani editi a cura del Comune di Foggia, è in sostanza la ristampa, con nuovo tìtolo, della rarissima Cronistoria di Foggia, pubbli­cata nel 1913. Come fonte della sua narrazióne, che va dal 1818 al 1870, l'a. si è servito di una speme di zibaldone familiare, dal titolo Giornale patrio, ove i Villani, di padre in figlio, annotavano gli avvenimenti contemporanei dal 1799. Questo manoscritto, da cui l'a. ha tratto non poco materiale, è integrato da qualche opera a stampa ed il volume si articola in due parti, la prima dal 18-18 al 1859, la seconda dal 1860 al 1870. Il V., malgrado si ponga da un angolo visuale alquanto ristretto, forse per i limiti stessi del lavoro, cioè persone ad avvenimenti di Capitanata, ba scritto un'opera non priva d'in­teresse. L'esposizione procede serrata ed il racconto acquista rilievo, soprattutto per la scarsezza di lavori sul Risorgimento in Capitanata. Sarebbe già grandissimo il merito di coloro che ne hanno promosso la ristampa, se hi lettura di esso ispirasse qualche studioso ad iniziare con serietà e diligenza l'esame dei fondi senza dubbio pregevoli, ma purtroppo quasi inesplorati, custoditi nell'Archivio di Stato di Foggia e nella Sezione di Archivio di Stato di Lucerà. Gli elenchi di e attendibili e l'esposizione in genere del Villani costituì' rebbero in questo caso la base migliore per iniziare una proficua indagine archivistica.
Ma la parte più, interessante del volume appare quella dedicata al decennio 1860 1870. La ribellione filo-borbonica del Gargano o il fenomeno del brigantaggio, cui l'a. dedica pagine del più grande interesse, si uniscono ad un importante capitolo sull'attività dei primi prefetti italiani a Foggia. Il declassamento della città, che tanto sperava dal nuovo organismo unitario, lo smantellamento di importanti uffici trasferiti in buona parte a Bari costituiscono ad esempio il capitolo XVI dal titolo Le delusioni dell'unità (pp. 173 180), in cui è chiaro che l'a. attinge anche a discorsi sentiti nella giovinezza e condivisi in pieno. Cosi la descrizione obiettiva dell'opera poco costruttiva del prefetto De Ferrari, che dal settembre 1862 al 1 settembre 1864 dette prova a Foggia di essere molto rigoroso, ma di non aver capito affatto i problemi della provincia, è informata e spassionata. Il giudizio pacato e sereno del V., costituisce la misura del suo equilibrio. In verità egli scrive tutto ciò che Se Ferrari fece con tanto pertinace ed esagerato zelo non mutò poi gran cosa alle prische condizioni della provincia, né segnò tale un solco pel suo nome da farlo additare come la fenice degli amministratori, secondo forse, in fondo, lui stesso si credeva (p. 190).
Evidente è quindi l'interesse del volume cui aggiungono pregio le accurate note bibliografiche ed archivistiche di M. Simone. Un cenno merita anche la riproduzione in 14 tavole f. t. di ritratti di patriotti foggiani e di stampe ottocentesche raffiguranti aspetti caratteristici della città. GIUSEPPE CONIGLIO
OSKAII RECKI.E, Foldzeugmeister Benedek Der Wog naeh Koniggràtz; Wien, Zolnay Vcrlag, 1960, in-8, pp. 628,80 illustrazioni, 41 tavole, 6 carte, 1 facsimile. S. 232.
Il Regole, già membro del corpo diplomatico austriaco in qualità di addetto militare. Ora generale della riserva, entrò a far parte, dono la catastrofe del 1918, dogli archivi austria­che tenne succcMivamcnte la direzione dell'archivio di guerra di Vienna e poi quella di tutta gli archivi della repubblica. Fu cosi òhe, studiando le carte affidate alla sua cura, gli venne la passione per la storia, specialmente per quella militato, e sì mise ad investi­gare le carte che riguardavano più da vicino gli uomini, quali avevano avuto una parte importante nell'esercito dell'ex Impero austro-ungarico. Il primo frutto di queste ricerche