Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
anno <1962>   pagina <529>
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Libri e periodici
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fa la biografia del generale Konrad von Sotzcodorf (uscita nel 1955). Più. tardi venne la volta del maresciallo Itadeizky nel centenario della sua morte (1958) ed ora siamo alla terza fatica: il generale di cavalleria Ludwig Benedek, il protagonista della disfatta di Sadova.
Figlio di un medico di Odenburg, dove nacque nel 1804, il giovane Benedek ottenne proprio da Radetzky, che comandava la divisione di stanza in quella città, la possibilità di soddisfare il proprio desiderio e di frequentare l'accademia militare teresiana di Wiener Noustadt dove fu accolto nel 1818 (22). Uscito da quella scuola col grado di alfiere, quattro anni più tardi, fu inviato ad esercì tare il servizio di prima nomina nel 27 reggimento fa n te-ria, il quale, a seguito dei moti del 1820-21 era di guarnigione a Capua. Da 11, nel 1823, passò a Graz, e cosi, da un posto all'altro, da un grado all'altro, giudicato degno di servire nello stato maggiore per la diligenza e lo zelo che metteva nell'adempimento del proprio dovere, raggiungeva fin dal 1840 il grado di maggiore. La sollevazione dei nobili di Cracovia nel 1846 e l'azione militare da bri svolta per ridurre la città e il territorio, specialmente a sud e a oriente della citta, all'obbedienza all'Austria, azione che ritardò, come si disse più.tardi, di almeno un anno lo scoppio della rivoluzione generale in Europa, ofTrì occasione a Benedek di far mostra delle proprie virtù militari e di essere successivamente decorato dell'ordine di Leopoldo e promosso al grado di colonnello-Poco prima dello scoppio della rivoluzione, nella primavera del 1848, il Benedek si trovava, in Italia nello stato maggiore del 33 reggimento (agli ordini del conte Gyalai) del quale più. tardi ebbe egli stesso il comando (43). In servizio prima a Brescia, poi a Peschiera, è colto dalla rivoluzione del marzo a Pavia, che deve lasciare in seguito allo sgombero della Lombardia, ritirandosi a Mantova, donde, come è noto, con la divisione del generale Wohlgemuth occupò, il 29 maggio 1848, la linea di Gurtatone tenuta dai volon­tari toscani agli ordini del generale de Laugier. L'ottimo risultato di quella giornata fu dal vecchio Radetzky attribuito, come si legge nella relazione ufficiale, alla guida prudente e al disprezzo della morte del colonnello Benedek. La croce di commendatore dell'ordine leopoldino e poi quella dell'ordine di Maria Teresa furono la sua ricompensa. 11 Rcgelc si servì, per lo studio della personalità del suo eroe, oltre che delle fonti archivistiche, anche della ricca corrispondenza, che Benedek scambiò in quegli anni con la moglie rimasta sempre a Vienna. E proprio sfogliando questa preziosa fonte egli ebbe modo di scrutare il pensiero e le opinioni del colonnello Benedek intorno alla rivoluzione di Vienna, a quella di Milano e a quella di Venezia, opinioni dalle quali appaiono chiare le tendenze conservatrici dell'ufficiale superiore, intento a seguire alla lettera gli ordini del suo comandante e fedele servitore del proprio sovrano.
Alla denuncia dell'armistìzio, nel marzo del 1849, la colonna del Benedek si trovava pronta alle operazioni a San Martino e poi sulla riva del Po, verso Mezzana-Corte. I suoi primi combattimenti avvennero a Mortara, dove egli stesso ebbe modo di mostrare un'al­tra volta il proprio valore, la rapidità delle decisioni e la grande presenza di spirito. Ferito il generale di brigata Stadion, il Benedek prese il comando dell'unità e combattè alla Bicocca, il punto più difficile, come noto, della battaglia di Novara, dove caddero, fra gli altri, i generali piemontesi Perrone e Passàlacqua. Su proposta di Radetzky fu decisa, il 3 aprile 1849, la sua nomina a generale} ma egli segui il suo reggimento dapprima a Pavia, poi a Piacenza e a Parma, dove gli giunse, il 7 aprile, l'ordine di recarsi in Ungheria (67), Per lui, di origine ungherese, benché le sue opinioni sulla rivoluzione in quel paese non lasciassero dubbi nei circoli responsabili della capitale, il fatto di dover andare a com­battere contro il popolo, clic apparteneva, in fondo, alla sua stessa nazione, poteva costi­tuire un problema di coscienza di non facile superamento, come sembra aver avvertito il ministro stesso della guerra, al lordi è decise un momentaneo rinvio all'esecuzione dell'ordina trapartito; ma era solo un rinvio di poche settimane: alta ripetizione dal comando non rimase al Benedek se non l'alterna ti va di obbedire. Albi testa di un corpo di galiziani, il 28 giugno, conquistava Raab e dal 2 all'I I luglio combatteva a K ornarmi, dove fu ferito ad una gamba. Francesco Giuseppe lo ricompensò con l'attribuzione del suo nome al 28reginiento di fanteria (89), che aveva appartenuto in precedenza al conto Latour, vittima, come è noto, della rivoluzione di ottobre. Odenburg gli conferì la cittadinanza onoraria aggiun-