Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; TERRA DI LAVORO ; CASERTA ; MOSTRE
anno <1962>   pagina <530>
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Libri e periodici
gendo il suo nome olla lista, nella quale figuravano già Hayuau. e Radetzky. La sua no­mina a capo di stato maggiore generale dell'armata d'Italia, che avveniva il 14 ottobre di quello stesso anno 1849 per iniziativa del vecchio maresciallo segnò per il Benedek il principio di un periodo di attività molto difficile. Cessato il rumore delle armi, comincia­vano infatti a farsi sentirei di nuovo a Milano e nel quartier generale le vecchie rivalità fra l'autorità civile guidata dal conte Rechberg e quella militare, il cui capo avrebbe dovuto da tempo, a giudizio del Benedek, essere collocato a riposo. E le lettere che egli scrisse in quegli anni all'amico Ormine che, nella sua qualità di generale aiutante di campo di Fran­cesco Giuseppe, era, come è noto, l'anima nera del sovrano, gettano una luce molto chiara su quelle circostanze. Per me, scriveva il Benedek, l'opinione di Buoi (il presidente del consiglio) e dei ministri Bach, Strauss o Brnck, non ha importanza alcuna. Per me ciò che vale soprattutto è l'opinione dell'Imperatore e quella dei miei superiori nell'ammini­strazione multare . E finché il Rechberg non fu sostituito nel suo posto in Italia dal conte Thun, disposto a cedere sempre, quei rapporti non potevano migliorare.
A rendere più grave la situazione dell'autorità militare, specialmente in Italia, fu decisa dal governo centrale, proprio in quel tempo, anche una notevole riduzione delle spese destinate alle forze armate. Inutili furono i tentativi sia di Radetzky, sia di Benedek di opporsi alle prese derisioni; il governo fu irremovibile. Eppure, come non manca di sot­tolineare il Regele, qualche storico austriaco, che cercherà più tardi nell'esercito lo cause delle disfatte del '59 e del '66, senza aver preso visione delle carte conservate nel Kriegsar-cbiv, attribuirà al Benedek la responsabilità di aver lasciato che l'esercito, nella Lombar­dia, si addormentasse . Costoro, al contrario, avrebbero dovuto sapere che, proprio nonostante le proteste del capo di stato maggiore di Radetzky, il governo di Vienna ordinava in quegli anni anche il trasferimento in Prussia e in Dalmazia di una parte delle truppe dell'armata d'Italia.
Promosso luogotenente maresciallo nel '52, il 28 febbraio *57, proprio il giorno stesso in cui fu deciso il collocamento a riposo del Radetzky, il Benedek fu chiomato a comandare un corpo d'armata a Cracovia e immediatamente dopo a Lemberg. La guerra del '59 era imminente. Il Regele ne esamina attentamente i precedenti, lo sviluppo e le conseguenze, mentre accompagna il suo eroe che, il 20 aprile, era già comandante dell'8 corpo d'armata a Cremona (107) Il momento era molto difficile per l'Austria che, in confronto ai tempi di Novara, non possedeva più né un Radetzly né uno Schwarzenberg , osserva il Regelo, come se la situazione europea ed italiana fossero state uguali a quelle di dieci anni prima! E l'opera di Cavour? La solita mancanza di quattrini, l'opposizione dei ministro delle finanze di allora Bruck all'aumento delle spese militari, la difficile e non sempre felice condotta della guerra da parte del comando supremo, che eranelle mani del conte Gyulai, ecc., non bastano evidentemente a spiegare le sconfitte austriache di Magenta e di Sol­ferino. Fino a quale punto abbiano pesato sulla sconfitta dell'Austria anche la mancanza di alleanze e il fatto che il Benedek, dal punto di vista militare, nelle varie campagne in Italia non fu impiegato come avrebbe dovuto, non spiegano sufficientemente l'esito della campagna stessa, anche se a Magenta, contro 61.620 Austriaci, si trovavano soltanto 40.090 Franco-Sardi, l'uno di fronte all'altro nel combattimento. Qui le preoccupazioni del militare hanno forse impedito allo storico di abbracciare la situazione, molto più com­plèssa, in tutti i suoi aspetti.
A guerra finita, il generale Benedek, che a San Martino aveva ottenuto l'unico suc­cesso austriaco di tutta la campagna, fu nominato generale di cavalleria senza essere tuttavia impiegato come, nell'interesse della patria, avrebbero consigliato le sue qualità. Nel processo di rinnovamento delle supreme cariche dello Stato ordinato in Austria dopo la catastrofe del '59 il Bncb fu sostituito dal conte Goluchowski, il posto di generale aiutante di campo dell'imperatore fu affidato al conte Crencvillo, il ministero della polizia, tenuto per tanto anni dal Kerapcn, fu affidato al barone Hiibnor e il conte Rechberg assunse la presidenza del consiglio dei ministri. Anche il capo di stato maggiore maresciallo Hess fu sostituito dal Benedek, che assunse il titolo di capo del quartier generale. Si rinnovò cosi il vecchio dualismo fra autorità civile e autorità militare, che aveva dato frutti tonto amori In Lombardia dopo Novara..
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