Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO
anno
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1962
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pagina
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561
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Giansenismo italiano e Rivoluzione francese 561
il terreno era evidentemente preparato per raccoglimento indiscriminato di quell'equazione fra giansenismo e giacobinismo che doveva diventare un luogo comune della polemica cattolica del tempo e ohe, sotto altra forma e con ben altre sfumature, ha avuto delle curiose diramazioni fin nella nostra storiografia contemporanea.
La giansenistica peste , osservava tra indignato e sgomento nel 1789 l'anonimo autore dello Specchio isterico da servire di preservativo contro gli errori correnti, *) aveva coperto ormai la faccia della terra, con i risultati che se ne potevano attendere e nei quali non sarebbe stato diffìcile vedere il preludio di ben più gravi e calamitosi rivolgimenti, come in effetti accadde:
L'Evangelio o dimenticato affatto, o interpretato a seconda delle umane passioni, la Chiesa perseguitata, contraddetta, derìsa: il mal costume in trionfo; la dissolutezza senza freno; l'autorità senza rispetto, che mai sono, se non conseguenze fatali della Giansenistica infornai dottrina, che l'errore in se racchiudendo delle altre sette, induce i suoi seguaci a credere al Vangelo per umana politica, ad insultare la Chiesa sotto specie di riforma, e a ricoprire la ribellione col manto della pietà, e della Religione? .2)
1 ) Specchio isiorico da servire di preservativo contro gli errori correnti tratto da alcuni opuscoli francesi e corredato da opportune annotazioni, parte I: Geografia del Giansenismo, s. 1., 1789, p. Vili. Piuttosto gustosa è la descrizione fatta dall'autore dell'immaginario paese dei giansenisti: Gli uomini egli dice sono comunemente assai piccoli, e i più grandi non eccedono la nostra mediocre statura, quantunque i lusinghieri ritratti, fatti da stipendiati pittori, li rappresentino quasi tutti di una eccessiva grandezza: veri Pigmei di ogni genere, vogliono comparire Giganti. (Nota: Non si possono leggere senza stomaco ì libri de1 Giansenisti per le grandi, e sommamente esagerate Iodi, che si datino l'uno all'altro senza riserva. Appena uno scrittore de* più meschini per ogni riguardo avrà composto un libercolo di pochi fogli sul gusto de' Giansenisti, subito cento penne s'impiegano a divulgarne pel mondo la fama di un Teologo di prima sfera, e di Dottrina incomparabile). Hanno la testa piccola, ma molto dura per la grossezza del Cranio, che produce in essi una inevitabile ostinazione, in guisa che i loro animi sieguono la costituzione de* loro corpi. Il colore del volto è fosco, né si vede mai che comparisca per qualunque occasione il color rosso sulle loro facce. Hanno gli occhi minuti e la guardatura stramba; il naso elevato, e dispettoso; le orecchie lunghe, ed acute, la bocca larga; i denti neri, e rovinati dal male scorbutico, ch'c comunissimo in quel paese: e se avviene che mostrino la lingua, voi la vedrete di color pallido, e incrostata da una patina tra il giallo, e il nero, effetto dell'atra bile, ohe in essi predomina, e alla quale 1 più periti medici non hanno mai saputo trovare specifico, che li guarisca, o ne mitighi almeno gl'insulti. Dagli anatomici esperimenti, che in varie occasioni si sono latti sopra i cadaveri, si è trovato che quasi tutti hanno il cuore doppio, e da questo nasce senza dubbio, che non sono sinceri nel loro procederci ed hanno sempre diversi fini, onde poi possono in un tempo istcsso volere cose contrarie. L'ordinaria infermità, alla quale sono soggetti, è una pericolosa enfiagione chiamata dai medici Timpanitule, ossia enfiagione di aria, per la quale si gonfiano come palloni, e dalla quale quasi tutti o presto, o tardi Ben muojono (pp. 21-22). ?) Specchio istorìr.o, cit., pp. V-YI.