Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO
anno
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1962
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pagina
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562
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562 Alberto Aquarona
La rivoluzione di Frància è ancora solo alle porte, il giacobinismo è ancora di là da venire; la minaccia giansenista è vista ancora non come una deliberata congiura, ma piuttosto come un sistema di dottrine teologiche e morali che obiettivamente non possono che portare, anche a prescindere dalla volontà dei loro autori, allo scalzamento della religione cattolica e del vìgente ordine politico e sociale;
Il Giansenismo e ugualmente una disposizione al libertinaggio, alla disperazione, al Calvinismo. L'opinione che la grazia necessita la volontà al ben oprare quando ci vien conceduta, qualunque cosa succeda, e qualunque cosa si faccia, è tutto a proposito per formare il libertino. La Dottrina che Gesù Cristo non è morto per tutti, e che nega a molti la grazia, la quale è necessaria per salvarsi, forma il disperato; la setta, che toglie alla libertà dell'uomo, ciò, che ne forma l'essenza, che sostiene essere i Comandamenti di Dio talvolta impossibili ad osservarsi, che conduce al disprezzo del Sommo Pontefice, de' suoi Decreti, delle sue Censure, forma il Calvinista .1)
Sulla medesima linea, il Muzzarelli, in un suo scritto dell'anno seguente, 2) insisteva sulla relazione obiettiva, quasi di causa ed effetto, esistente fra la dogmatica dei giansenisti e la filosofia del tempo, unica causa dei mali che travagliavano la Francia rischiando di diffondersi anche altrove. I giansenisti, con la loro dottrina della grazia, ingiuriosa a Dio e pregiudizievole all'uomo, con il loro rigorismo che inevitabilmente univa con il rendere impraticabile la virtù, con il loro gusto per la tolleranza, erano al tempo spesso, con evidente processo circolare, origine e conseguenza del deismo; ma a parte la questione della loro responsabilità passata per quanto riguardava la nascita e la diffusione delle teorie deiste, ciò che sopra tutto importava, al presente, era che i giansenisti rappresentavano di fatto il braccio destro dei deisti, di quei filosofi tutti intenti a rovesciare monarchia e ordine sociale, a disseminare l'anarchia con le loro false massime di libertà e di eguaglianza. H deismo era alla base della tolleranza e la tolleranza non poteva alla lunga che minacciare seriamente la vera religione, mezzo non solo di salvezza eterna, ma fondamento di qualsiasi ordinato consorzio civile.
La religione dei Deisti è una religione di spirito, e di silenzio, la quale consiste in adorare Iddio con l'interno del cuore, e in non fare del male a' suoi fratelli. Per essi non è rivelazione, non vi sono dommi, e non vi è diversità di religione... Per questo tolleranza di tutte le sette e libertà a ciascuno nelle sue opinioni religiose, come gli piace .s)
') Specchio istorie, cit., p. 3.
?) A. MozZA.nai.nl, Lettera a Soffia intorno alia setta dominarne del nostro tempo, Fuligno, 1790.
3) A, MuzzAflEiJ.i, Lettera a Soffia, cit., p. 167.