Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO
anno
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1962
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pagina
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564
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564 Alberto Aounrone
alla tesi in maniera alquanto sfumata. Egli ammette ai la teorìa della congiura diretta ad aumentare la religione cristiana, ed ammette pure il rapporto, anzi, più precisamente, l'alleanza vera e propria tra filosofia moderna e giansenismo; ma a suo avviso il secondo non è che un mero strumento della prima, alla quale va attribuita in prima linea la volontà e la capacità di eversione religiosa e politica. Alla realtà del progetto di BorgoFontana, egli dichiara di non credere;1) il che non grimpedisce certo, tuttavia, di vedere nei giansenisti del suo tempo una setta essenzialmente anticristiana, malgrado l'ipocrisia con cui tenti di nascondere tale sua natura,3) ed esercitante la funzione di minare dal di dentro l'edificio della religione cattolica:
Quest'Ipocriti soli si sono ostinati a star nella Chiesa, che non gli riconosce per suoi figli. Adesso s'intende una condotta sì straordinaria. Debbono essere nemici domestici', debbono lacerare con occulti veleni le viscere della madre: debbono fomentare le interne dissenzioni: debbono svellere, abbattere, distruggere, coll'armare le destre agli stessi Cristiani .3)
A misura che la rivoluzione in Francia andava adottando misure sempre più estreme, che le istituzioni tradizionali dell'antico regime venivano scalzate Puna dopo l'altra, che la stessa monarchia vacillava, per infine crollare, che gli avvenimenti d'oltralpe assumevano sempre più il carattere di una trasformazione radicale delle strutture non solo politiche, ma anche sociali ed economiche dello Stato, dei giansenismo si tendeva a mettere in risalto sempre più. spesso e con asprezza crescente non tanto il suo carattere di eresia religiosa, la sua sostanziale incompatibilità con il cattolicesimo, con il cristianesimo stesso, bensì la minaccia più propriamente politica ch'esso rappresentava, la sua opera di disgrega-
diritto di fondare sulla sola ragione la sua dottrina. Ma se mette talora la ragione sotto tutela, Spedalieri finisce sempre, poi, per piegare la religione ai fini pratici, rappresentandola come necessario strumento del bene e dell'utile sociale. La verità del dogma, rileva ancora Passerin, finisce per esser così posta in crisi proprio dall'eccessivo peso attribuito all'utilità mondana del dogma stesso.
JfyCfe. N. SPEDALIERI, De' diritti dell'uomo, Assisi, 1791, p. 438. Lo Spedalieri dichiara Cioè di non esser persuaso da quei nemici particolari di questa Setta (i quali) non hanno cessato mai di accusare gli autori della medesima di essersi uniti in Borgo/ontano, di avervi stabilito il piano di distruggere con mezzi obliqui la Religione Cristiana, di sostituirvi una specie di Deismo col dogma della fatalità, che lo riduce ad Ateismo, e di avere ciascuno de' compagni scelta la materia del sua lavoro, per ergere il delineato edilizio .
2) Do* diritti dell'uomo, di., p. 437: Il Giansenismo non può qualificarsi con altra denominazione, che con quella dell'ipocrisia, perchè a considerarlo in tutte le sue partì, Q negl'intimi rapporti, che ha coT Ateismo, non pare, ohe verun uomo di senno possa essere Giansenista di persuasione che possa cioè persuaderai la Religione da Dio rivelata esseco il Giansenismo .
') N. SPEDACima, Do' diritti dell'uomo, cìt., p. 442.