Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO
anno
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1962
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pagina
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567
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Giansenismo italiano e Rivoluzione francese 567
1 primi a giurare erano stati degli ecclesiastici giansenisti, e clic i vescovi e parroci intrusi della costituzione scismatica erano in prevalenza i capi stessi del giansenismo francese, *1 non esitava ad asserire nettamente che i giansenisti, malgrado le apparenze in contrario, non si distinguevano dai filosofi; la differenza stava nel fatto che essi, nella grande loro ipocrisia tenevano accortamente celati i loro veri disegni e ciò in quanto solo in questo modo avrebbero potuto essere utili alleati degli increduli e dei libertini manifesti, troppo screditati agli occhi del popolo a causa della loro evidente empietà e rilassatezza di costumi. Ma si trattava semplicemente, in ultima analisi, di una divisione del lavoro:
Quindi siccome un grande esercito di un Principe potente è composto di più sorta di reggimenti, i quali si distinguono nel nome, nelle divise, e ancora nelle armi, tutti però combattono e difendono la causa dello stesso Principe, nella stessa guisa i Filosofi, gli Illuminati, ed i Giansenisti..... sono tutti soldati dello stesso Principe Lucifero risoluti a distruggere la Religione Rivelata, ed a sostituirvi il puro, e netto Deismo, o l'Ateismo . 21
Motivi tutti, questi, sui quali contemporaneamente, e a più riprese, insisteva il Giornale ecclesiastico di Roma, da anni il più virulento nemico del giansenismo italiano, in quasi quotidiana polemica con gli Annali ecclesiastici di Firenze. Osservava per esempio, a proposito dei giansenisti, l'anonimo redattore del Giornale ecclesiastico'.
Questi seguaci di tali dottrine e metodi, questi promulgatoli di tali massime e sistemi, noi sosteniamo loro in faccia con tanta più evidenza di quelli, che glielo hanno sostenuto prima di noi, che nel loro complesso, nella massima loro parte, e in alcun luogo in quasi tutti, non sono altro che Increduli, Deisti, Atei, Muratori, Illuminati, Giacobini, Clubisti, in una parola filosofi secondo tutta la varia ampiezza, che oggi è connessa sovente con questo nome. Costoro non dicono apertamente tutto il loro fatto, come Io dicevano e dicono i Filosofi non Giansenisti, Voltaire, Alembert, il Marchese d'Argens, ed altri quando non ebbero più pazienza di sudare sotto la visiera del Giansenismo: costoro non affettano anche il titolo di Filosofi, come fanno i primi, abborrono anzi di essere tradotti per Novatori mentre vogliono innovare all'antica, vogliono star fra i Cattolici finché maturi la messe: ma sono miscredenti come gli altri, non credono nulla di quel resto di Religione, che fingono di sostenere; sono più atti a sedurre i semplicioni perchè vanno più coperti, e perciò appunto soffrono la violenza di star coperti. Dirò tutte queste cose in. più corto. Di tutta questa ciurmaglia fate un sol fascio, e di poi dividetela in " Filosofi non ipocriti e " Filosofi ipocriti , che distinzion più adequata Aristotele non fece mai .31
0 P. GUSTA, Memorie della rivoluzione francese, cit., pp. 48 e sgg., 82 e sgg. 107 e sgg-, 2} F. GUSTA, Memorie della rivoluzione francese, cit., p. 38. Sa quest'opera del Gusta
effe, anche la recensione, naturalmente favorevole, apparsa sul numero del 23 novembre
1793 del Giornale ecclesiastico di Roma.
3) Supplemento al Giornale eeclesiaatico di Roma dirti'a mio 1793, Roma, 1793, p. 110.