Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; SPAGNA ; STORIOGRAFIA
anno <1962>   pagina <642>
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642 Franco Meregalli
governi, la sua testimonianza ci risulta tanto più importante quanto mono sospetta.
Escalante era partito dalla Spagna dopo una grave sciagura familiare: espaccia su tristeza al vicnto de los viajes , come dice con quel fare sospiroso che fa di lui un romantico provinciale e ritardatario. Il considerare le tristezze della vita, il tramonto delle illusioni,la melancolfa y el luto de la naturaleza corrispondeva alla Stimmung alquanto solenne degli Spagnoli, alle circostanze personali di Escalante, alla moda romantica ; è naturale quindi che lo spet­tacolo di Venezia, il ricordo dell'antico splendore contrastante coll'attuale decadenza, lo colpisse in modo particolare, come colpiva la natura più gaia, ma non meno sensibile, anzi più autenticamente sensibile, di Alarcón. ÀJ Venezia Escalante contemplava nuestra condición de llanto y de miseria in duplice modo: nei Veneziani, ina anche nei dominatori austrìaci, reduci da una recente sconfitta.
Di fronte alla triste impotenza dei Veneziani, egli dimostra la sua solita incapacità di comprendere. Si chiede dove sia l'anima di quel popolo un giorno potente, e risponde, con goffa solennità: no la cmbarga el letargo de un suono profondo, sino la muerte fatai e inexorable, cuyos rfgidos hielos no se funden al pàlido sol de los recuerdos ; e non pensa che quegli stessi Veneziani avevano combattuto undici anni prima fino all'estremo contro un impero potente; e d'altra parte doveva riconoscere che il pavimento che gli Austrìaci calpe­stavano ribolliva sotto i loro piedi, sea el fuego de la rcvolucion o el espiritu de independeneia quien lo mueva , anche se tale riconoscimento lo induceva non a sentirsi solidale con gli oppressi, ma a trovare più interessanti gli oppressori.
Analogamente, traspare dai disordinati appunti sulle sue esperienze romane la situazione di neghittoso disordine dello Stato pontificio. Con la sua caratte­ristica dilettazione per gli spettacoli tristi, visita la Roma delle rovine. Una reto­rica che giunge talora a convincerci e a commuoverci eleva qualche volta il tono delle sue pagine sulla città eterna: Vagàbamos a la ventura, y lentamente nos llevaron nuestros pies al Capirono; el viento gemia rasgado en los àngulos y corni sas, y ningun otro rumor respondia a a quel largo lamento; voz doliente de Roma, la inconsolable y la inconsolada . Sul Palatino nota la ignominia de aquellos àmbitos cesàreos convertidos en huertos de hortalizas viles , e la interpreta come expiación de Ias infamias y de los crfmcnes que alti se engen-draron , non come prova d'inefficienza del reparto lavori del comune.
Sulla strada da Siena a Roma, immagini e storie di banditi occupano la sua fantasia, durante le lunghe ore di diligenza: ahuycntabalas dentro de Ias pobla-eiones la vista de los pantalones rojos dei soldati francesi che occupavano lo Stato pontificio; ma eu despoblado se renovaban y muitiplicaban a piacer. Bolsena, Viterbo, Montefiascone gli lasciano un'impressione di indicibile tri­stezza e gli ispirano pagine di sobria efficacia. Gli abitanti di Bolsena, macilen­to.* y miserables , portano sul viso i segni della malaria. A Montefiascone lo ùnico que alegraba ci aire a trechos era la voz del soldado francés, que cantaba o dialogaba sin cuidarse de que lo oyeran los vecinos . Tali testimonianze su Roma e Io Stato romano confermano le impressioni degli altri scrittori di lingua spagnola. L'organizzazione statale romana appare infatti, in tutti questi, straor­dinariamente cattiva; e tra quello che vede il messicano fray Servando nel 1803 e quello che osserva Emilio Castel ar nel 1868 non si nota alcun mutamento