Rassegna storica del Risorgimento
1861 ; UNGHERIA
anno
<
1962
>
pagina
<
645
>
LA FORMAZIONE DEL REGNO D'ITALIA E L'UNGHERIA NEL 1861 3
Gli avvenimenti politici che si svolgevano in Italia nell'anno 1861 acquistarono un significato del tutto particolare per l'Ungheria. Il paese che si era conquistato nel 1848 una relativa autonomia costituzionale di fronte all'Austria, dopo la dolorosa conclusione della guerra d'indipendenza, si vide sottomesso ad un regime assolutistico spietato. Questo si mitigò alquanto dopo la disfatta subita in Italia nel 1859, ed il grave colpo, che la politica estera dì Vienna ricevette dall'unione dell'Italia centrale e del Regno borbonico al Piemonte, costrinse Francesco Giuseppe a tentare nell'ottobre del 1860 un compromesso con gli elementi più conservatori dell'aristocrazia ungherese, oflrendo loro l'istituzione di un parlamento che, però, non avrebbe avuto diritti superiori a quelli dei consigli amministrativi delle altre provincie dell'impero asburgico. Non riuscendo tale tentativo, il nuovo ministero austriaco presieduto dallo Schmcrling ritornò nel 1861 alla politica della centralizzazione, che rigettò l'Ungheria nello stato in cui era prima del 1859.
Per tali delusioni, lo sviluppo che ebbero gli eventi in Italia nello stesso biennio colla liberazione della Lombardia, che già aveva condiviso la sorte dell'Ungheria, e le prospettive della formazione di un grande Stato nazionale, dovettero apparire come un esempio da seguire. Nei congressi dell'Istituto per la storia del Risorgimento di questi ultimi anni ho avuto l'onore di esporre brevemente gli sforzi di Kossuth e dell'emigrazione ungherese per ottenere, nel quadro italiano, la soluzione dell'indipendenza ungherese, e tali tentativi non mancarono di avere un seguito anche nel 1861. Ma che cosa se ne sapeva in Ungheria e come vi si valutavano il processo ed i problemi dell'unificazione dell'Italia?
Per rispondere a tale quesito ho spogliato i numeri del più importante giornale ungherese del tempo, il Pesti Napló, giornale progressivo e liberale, al quale era abbonata la maggior parte degli emigrati ungheresi e dal quale questi stessi attingevano le notizie politiche concernenti la loro patria. So bene che un foglio quotidiano di solito non può rispecchiare l'opinione pubblica di tutta ima nazione. Ma col Pesti Napló ci troviamo di fronte ad un caso eccezionale.
Il foglio era stato fondato da Francesco Csàszàr, già professore al liceo italiano di Fiume e, quindi, magistrato a Pcst, quando, dopo aver perduto il posto in seguito alla sua partecipazione alla rivoluzione, nel 1850 si dedicò al giornalismo. Subito, in quella prima annata del suo giornale, egli pubblicò a puntate lo Jacopo Ortis del Foscolo, ' eludendo la vigilanza della censura, che non scoprì l'analogia, manifesta ai lettori più accorti di lei, tra le condizioni politiche della Venezia austriaca, ivi censurate,.e quelle dell'Ungheria contemporanea. Anche la traduzione dei Sepolcri dello stesso scrittore2) serviva a Csàszàr per incoraggiare i suoi compatrioti a mantenere vivo il culto della memoria dei loro
) Pesti Napló, 1850. Numeri 119-150 e come libro, Pest, 1851. *) Kiafalady-Tarsasag évlapjai 1849, voi. VII, pp. 405-434; Olasz kolt.ò'kbòt Pest 1857, pp. 109-136.