Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; UNGHERIA
anno <1962>   pagina <646>
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646 Eugenio Koltay-Kastner
grandi scrittori. Nascondere sotto allusioni d'apparenza innocua problemi di attua-lità scottante e sentimenti,la manifestazione sincera dei quali era vietata, diventò un carattere essenziale della letteratura ungherese nell'epoca dell'assolutismo.
Tale metodo, iniziato da Csàszàr nel Pesti Napló, venne seguito con maggior perspicacia dal nuovo direttore del giornale, Sigismondo Kemény, che rimarrà a capo della redazione dal 1855 al 1867.
Kemény è uno dei maggiori romanzieri dell'Ottocento ungherese. Egli fin da giovane s'interessò di personaggi d'origine italiana, che ebbero parte nella storia ungherese: la figlia di Bona Sforza, diventata moglie del re Giovanni Szapolyai, il frate Giorgio Martinuzzi, i soldati, artisti, compositori e musicisti, che ebbero tanta parte nella vita della Corte transilvana alla fine del Cinque­cento. l> Il suo maggiore romanzo 2' tratta delle lotte dei seguaci della religione unitaria introdotta nella Transilvania dalla Polonia dai riformatori italiani Giorgio Blandrata e Francesco Stancaro.
Ma il Kemény fu anche un uomo politico. Come deputato al Parlamento ebbe parte nella preparazione della guerra d'indipendenza. Benché non avesse appartenuto al partito di Kossuth e parteggiasse piuttosto per le idee riformisti­che dello Széchenyi, entrò nella redazione del suo giornale, il Pesti Hirlap, e, dopo la sconfitta, fu esposto alle persecuzioni delle autorità austriache prima di ottenere la grazia.
Nei suoi studi storicopolitici3) egli testimoniò dello stesso acuto talento di analisi, educato sulla lettura assidua di Balzac, che caratterizza i suoi romanzi e che dà un valore eccezionale alla sua attività giornalistica. Egli diede al Pesti Napló un indirizzo politico costante, fondato su solidi principi di progresso ed una fede non mai scossa nell'avvenire della sua nazione. Durante il lungo periodo della sua direzione, il giornale acquistò un numero sempre maggiore di abbonati e diventò il portavoce se non del popolo, della classe dirigente nobiltà, borghe­sia, intellettuali ungherese.4) Quanto al popolo, noi possediamo una testi­monianza eloquente delle speranze di questo nelle canzonette popolari tuttora in voga, che invocano l'aiuto di Garibaldi e di Kossuth in favore di una soluzione rivoluzionaria del problema della libertà e dell'indipendenza nazionale.
Il Kemény non aveva idee rivoluzionarie. Subito dopo l'insuccesso della guerra d'indipendenza, egli pubblicò uno studio dettagliato nel quale indicò la detronizzazione, dichiarata il 14 aprile 1849, come un atto privo di ogni reali­smo politico da parte di Kossuth; dopo la riconciliazione coli'Austria del 1867, fu lui che cercò di confutare le accuse dell'illustre esule in una serie di lettere pubblicata sul Pesti Napló.s) Ma quando i due patrioti si erano incontrati fortui-
Isabella kiràlyné/ La regina Isabella/, 1839-40; Gyulai Pài, 1847; E. KASTNER, Cultura italiana atta corte transilvana nel aee. XVI, in Corvina, 1922, pp. 40-56.
*) A. Rajongók f Gli esaltati / 1858-49.
*) A mahacsi vessedelem akairól/ Le cause della sconfitta diM, 1888/; Forradolom mòri I Dopo la rivoluzione, 1850 /; Még egy szó aforradalom utàn / Ancora una parola dopo la rivoluzione, 1850 /.
'*) PAPP FEUENC, KemSny Zaigmond, Budapest, 1923, voi. II, p. 234 ss.
5) V. le lettere aperte di Kossuth nel Mugyur UjsSg del 26 maggio e 29 agosto e nel Pesti Napló del 21 (settembre e 4 ottobre e le. risposte del Kemény nei numeri 28 mnggio4 giu­gno, 4-10 settembre - 24 settembre -1,8 ottobre. FBRENC PAPP, op, eh., pp. 517-518, 519-520. - KOSSUTH LA.IOS, Iratal / scritti /, voi. Vili, Budapest, I960, pp. 34-51,91-103.